sabato, Gennaio 29, 2022

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Strapotere Barzagli, anche Higuain deve inchinarsi: onore al miglior difensore italiano

barzagli

Se il percorso netto del Pipita Gonzalo Higuain ha subito una battuta d’arresto, lo si deve alle cure della miglior difesa del campionato italiano (15 reti subite in 25 partite), più precisamente a quelle di un giocatore che continua a sorprendere per costanza di rendimento e efficacia. A dispetto dell’età, a maggio le primavere saranno trentacinque, Andrea Barzagli rappresenta oggi il prototipo del difensore moderno, concentrato e agonisticamente cattivo come nella grande tradizione calcistica italiana, straripante nell’anticipo e nella gestione dei momenti topici della partita.

Non è un caso che Higuain, uno dei più grandi realizzatori a livello mondiale, abbia deciso di girare spesso al largo dall’area di rigore bianconera, esclusiva proprietà del difensore di Fiesole. Poco supportato dai compagni in fase offensiva, il centravanti argentino ha cercato di sottrarsi all’asfissiante cura del suo avversario, l’unico in grado di reggerne il peso specifico assoluto mostrato a più riprese in questo campionato da protagonista; non c’è stato scampo, Barzagli ha ammutolito il capocannoniere della serie A, guidando alla sua maniera una retroguardia solidissima, apparsa imperforabile davanti all’insolita leggerezza degli attaccanti azzurri. In uno schieramento a tre o quattro come quello visto ieri sera, dirottato in fascia o impiegato al centro come marcatore diretto, Barzagli non dimostra crepe, a dispetto dell’infortunio che ne aveva messo in dubbio la carriera ad alti livelli; pressoché insuperabile nell’uno contro uno, sorprende in lui l’esplosività nelle gambe che gli permette di accorciare sull’avversario o correre all’indietro quando c’è da difendere in campo aperto. Se poi dove non arriva lui, la pezza ce la mette Bonucci con un intervento disperato ma tremendamente decisivo, si capisce bene perché la retroguardia bianconera continui a non mostrare difetti di tenuta a dispetto della carta d’identità sempre più pesante dei suoi interpreti.

A pochi mesi dall’Europeo in Francia, siamo ancora aggrappati alla triade juventina, emblema dei successi di questi anni. Inutile girarci attorno, se una di queste tre pedine dovesse venire a mancare, per Antonio Conte non sarà semplice impostare una squadra vincente; augurandoci ovviamente che ciò non accada, viene da chiedersi come mai il nostro calcio non riesca a proporre ricambi nel ruolo. Senza avere le stimmate del campione, Barzagli ha dimostrato quanta importanza abbiano nella carriera di un calciatore la professionalità e l’applicazione, la disponibilità al sacrificio e a migliorarsi costantemente, allenandosi sempre al massimo attraverso una meticolosa cura dei dettagli. Archiviata la delusione dello Juventus Stadium, il Napoli dovrà ora ricaricare le batterie nervose per cercare la rimonta scudetto, ritrovando i gol del suo giocatore simbolo, a secco nella serata più attesa; dovesse riuscirci già dalla prossima sfida al Milan, non sarebbe certamente un caso.

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