Nba All Star Game 2016: Kobe e le schiacciate salvano il weekend

Nba All Star Game 2016: Kobe e le schiacciate salvano il weekend

asg 2016

Il weekend delle stelle, quest’anno di scena per la prima volta non sul territorio americano, si dimostra l’ormai solita festa che può far contenti gli statunitensi. La partita della domenica, il main event di tutto l’All Star Game, si è persino superato con il record di punti, di assist e di triple tentate, statistiche che non rendono per niente la partita più bella. Emozionante almeno il saluto di Kobe Bryant, alla sua ultima partecipazione, ma il momento migliore resterà la gara delle schiacciate, con Gordon e Lavine a togliere il fiato a colpi di magie in aria.

RISING STAR DOLCE PER GLI USA – Non facciamoci ingannare dal risultato. Nonostante l’Nba abbia provato a rendere meno amichevole la partita, mettendo di fronte i giocatori americani contro il resto del mondo, si è sviluppa con i soliti coast-to-coast, diversi alley oop e la totale assenza di difesa. Alla fine la partita si ritrova un po’ per caso con il punteggio equilibrato, e Wiggins, idolo di casa, ha provato a recuperarla ma Lavine ha alzato il ritmo e fissato il risultato sul 157 a 154. Mattatore degli statunitensi è proprio il ragazzo dei Minnesota Timberwolves che ha chiuso a quota 30 punti. Il resto del mondo invece mostra l’ottimo potenziale di Porzingis (30), Mudiay (30) e Wiggins(29).

ALL STAR SATURDAY: QUESTO SI’ CHE E’ SPETTACOLO! – La notte di sabato ha regalato spettacolo puro. Forse uno dei migliori da tanti anni a questa parte, soprattutto la gara delle schiacciate, in cui Lavine e Gordon hanno fatto impazzire il pubblico oltre qualunque aspettativa. Ma andiamo in ordine cronologico: la serata inizia con lo Skills Challenge. Roba da playmaker solitamente, ma la nuova formula, che mette di fronte giocatori del front court contro quelli del back court, anima la sfida. La finale tra Isiah Thomas e Towns sembra scontata, ma arrivati insieme al tiro da 3, vince il lungo di Minnesota, travolto dai compagni grossi come lui, come Cousins e Green. Si passa poi alla gara del tiro da tre e stavolta niente sorprese: dopo la prima manche in cui vengono eliminati Harden, Redick, Lowry, Middleton e McCallum (al posto di Bosh), arrivano alla finale a 3 Booker, Curry e Thompson. Insomma, c’è da trovare l’intruso, anche se il rookie da Phoenix si dimostra avversario di livello. Curry si ferma a 23 ma Klay Thompson con 5 su 5 all’ultimo carrello, con i palloni che valgono due, raggiunge quota 27 e si porta a casa il titolo. Il caso ha voluto che la guardia dei Warriors si fermasse alla stessa cifra del compagno di squadra, che vinse un anno fa proprio con 27 punti.

Si passa finalmente al momento migliore. La gara delle schiacciate è sempre il momento più atteso dell’evento. La giuria è di altissimo livello con Shaq, Spud Webb, Tracy McGrady e Alonzo Mouring a giudicare le schiacciate. Fuori Barton e Drummond, da cui ci si aspettava di più, Gordon e Lavine iniziano a scaldare l’arena già al primo turno. La final tra i due poi è uno show incredibile. Due schiacciate a testa e 100 punti ciascuno, “over time” e i due che arrivano alla quarta schiacciata per convincere i giudici a premiare l’uno o l’altro. Vince Lavine, che merita per le ultime due prove, ma nelle prime l’ala dei Magic forse si era mostrato leggermente superiore. Da antologia il numero in cui salta sopra la mascotte di Orlando, alza le gambe e sembra quasi sedersi in aria, per poi schiacciare all’indietro. Come ha twittato Draymond Green durante la serata “E’ tornata la gara delle schiacciate”. 

MATCH DELLE STELLE: SEMPRE PEGGIO – Purtroppo il sabato non conclude la manifestazione, c’è anche la partita della domenica. I migliori 24 giocatori del mondo si sfidano sul parquet. O meglio, scendono in campo con due canotte diverse, ma sfidarsi è un’altra cosa. Record di punti totali superato di ben 48 punti, con il risultato di 196 a 173 che dimostra un peggioramento sensibile della voglia di giocare a pallacanestro all’All Star Game. Davvero poco da dire se non due cose: Westbrook si impegna almeno in attacco e chiude a quota 30, ma George va vicino al record assoluto di punti in questa partita, con 41, appena uno sotto Chamberlain. Ha provato a superarlo, ma per qualche strano motivo Durant e Green si sono opposti e lo hanno raddoppiato per evitare di ricevere palla. George finge di prenderla bene ma un po’ gli sarà andato di traverso.

Due i momenti emozionanti della serata: l’ingresso di Kobe Bryant, con le parole di Magic a precedere quelle del Black Mamba, che in pochi secondi ha ringraziato i fan per l’affetto e la sua uscita dal campo, a un minuto dal termine, quando tutto il palazzo, giocatori compresi, hanno omaggiato come merita il campione dei Lakers alla sua 18esima e ultima partecipazione. Emozionante il momento, peccato solo per la location e il contesto. Per fortuna ci sono i Lakers, che nonostante il record e la stagione pessimi, troveranno una partita migliore per salutare il loro idolo quando ad aprile Kobe dovrà dire addio al basket.