Il fuoriclasse Donadoni, a Bologna l’ennesimo capolavoro

Il fuoriclasse Donadoni, a Bologna l’ennesimo capolavoro

Donadoni

Nel campionato italiano, come vuole la tradizione, il cambio in panchina a stagione in corso è la mossa che quasi metà delle squadre adotta almeno una volta nel corso dell’annata. Purtroppo, o per fortuna, in serie A funziona così da sempre; la squadra non ingrana? Gli obiettivi sfuggono tutti via? La piazza o i giocatori non ne possono più? Il primo a pagare è sempre l’allenatore che, nonostante i contratti e le promesse strappate alla dirigenza, è costretto a raccogliere i propri effetti e lasciare spazio al prossimo collega.

VAI COL VALZER – Quest’anno sono già 6 e società che hanno operato almeno un un cambio in panchina. La Roma con Garcia-Spalletti, il Verona con Mandorlini-Del Neri, il Carpi che aveva cambiato Castori con Sannino per poi richiamare subito il tecnico artefice della serie A, la Sampdoria con Zenga-Montella e infine con il “top player” in questo campo, vale a dire Maurizio Zamparini che tra Ballardini, Schelotto e Tedesco, alla fine ha (per fortuna) deciso di richiamare Iachini. Ebbene, salvo la buona ripartenza giallorosso con l’avvento di Spalletti, c’è una società che più di tutte con il cambio in panchina non ha semplicemente cambiato marcia, ma è passata letteralmente dalla seconda alla sesta!

MIRACOLO DONADONI – Quello che Roberto Donandoni è riuscito a creare con il suo Bologna è ai limiti della fantascienza. L’ex stella del Milan ha preso una squadra a ottobre che in 10 partite aveva ottenuto solo 6 punti. Il terzultimo posto cominciava a diventare più che desolante, il gioco latitava e Mattia Destro, l’uomo di punta del mercato estivo, era tristemente fermo a quota 0 gol segnati. Guardare la classifica del Bologna 15 giornate dopo fa strabuzzare gli occhi e probabilmente farà ricredere qualcuno sull’esistenza dei miracoli. Ma forse ricorrere al misticismo non renderebbe giustizia al fantastico lavoro che Roberto Donadoni è riuscito a fare con questa squadra. Da quando siede sulla panchina felsinea l’allenatore di Cisano Bergmasco, Giaccherini e compagni hanno conquistato 27 punti (gli stessi del Milan, 3 in più di Inter e Roma ed uno solo in meno della Fiorentina) in 15 partite: una media di 1,8 a partita. La squadra allenata da Donadoni è diventata una macchina da punti in trasferta; 15 di questi 27 punti infatti sono arrivati lontano dalle mura amiche, grazie alle 5 vittorie contro Verona, Genoa, Milan, Sassuolo ed Udinese tra l’altro senza subire gol.

GIOVANI, ESPERIENZA E ….DESTRO – L’esplosione di giovani rampanti, come i vari Masina, Diawara, Mbaye, Ferrari, più il contributo di giocatori di grande esperienza come Mirante, Giaccherini, Mounier, sta facendo avverare la profezia dello stesso Donadoni, che nel giorno della presentazione stupì tutti con queste parole: “Mi piacerebbe che da qui a maggio non si parlasse solo di salvezza”. Il tutto impreziosito dal recupero mentale, prima che tecnico, di Mattia Destro. In rete proprio alla prima partita con Donadoni in panchina, il 3-0 contro l’Atalanta, il bomber marchigiano non si è più fermato, arrivando a quota 8 proprio nella vittoria di domenica al Friuli contro l’Udinese.

Contro ogni pronostico, Roberto Donadoni è riuscito ancora una volta a stupire tutti, nel silenzio e nel lavoro: fuoriclasse da calciatore, fuoriclasse in panchina.