Giampaolo: “Ero a Cremona, Sarri mi chiamò e mi disse: ‘Se vado via, ho fatto il tuo nome'”

Giampaolo: “Ero a Cremona, Sarri mi chiamò e mi disse: ‘Se vado via, ho fatto il tuo nome'”

giampaolo empoli

Marco Giampaolo, allenatore dell’Empoli, ha rilasciato un’intervista ai microfoni de “Il Corriere dello Sport”. Ecco le sue dichiarazioni:

EMPOLI – “Sarri a Empoli è stato tre anni. Un allenatore che è più allenatore e meno gestore lascia una traccia, soprattutto quando gli viene dato un arco temporale così lungo. Maurizio (Sarri, ndr) ha lasciato un grandissimo culto del lavoro, principi di gioco che sono riferiti più alla palla che all’uomo. Avendo le stesse idee, è come se li avessi già allenati. Per noi non è l’avversario da tenere in considerazione, ma pensare collettivamente e correre collettivamente in base al pallone. Il possesso palla, il cercare di giocare la partita senza farsela giocare dagli altri, rispetto all’Empoli di Sarri forse palleggiamo di più, le differenze sono nei particolari”

PAREDES – “Tecnicamente è molto forte, lo avevamo preso per farlo giocare mezz’ala, ma le sue caratteristiche formologiche, intendo dire non ha una corsa esplosiva da mezz’ala, e rischi di consumarlo se lo metti in condizione di fare corse lunghe, invece è fatto più per giocare davanti alla difesa. Ha personalità e forza”

PROGETTO – “Empoli programma, sa quali sono i suoi limiti, dal punto di vista finanziario, sa che deve rischiare qualcosa sui giovani, perché ne va della sopravvivenza del club, allo stesso tempo le grandi società che hanno giovani bravi li mandano volentieri all’Empoli. Tutto questo la società lo fa con una logica. L’anno scorso è andato via Hysaj e aveva Laurini, dà via Rugani e sapeva di avere Barba, dà via Vecino e sapeva di avere Zielinski, forse la migliore mezz’ala d’Italia. E’ una società che pensa, palo fuori o palo dentro non modifica la decisione del club. Il risultato della domenica non è la verità, ma il lavoro del martedì, del mercoledì, il direttore sportivo è sempre presente, guarda il lavoro. Ci sono tanti altri club dove il modo di pensare è diverso”.

SARRI – “A gennaio Sarri mi chiamò, ero a Cremona, e mi disse: “Sappi, che se vado via ho fatto il tuo nome”. Io e lui ci conosciamo da anni, è venuto a vedermi tante volte. Il ds Carli è di Colle Val d’Elsa, quando allenavo il Siena lui ha visto il mio lavoro. A Napoli? Chissà… Se continua così, Sarri non andrà più via da lì”.