Milan, Berlusconi punta in alto: “Due finali di Champions nei prossimi 5 anni”.

Milan, Berlusconi punta in alto: “Due finali di Champions nei prossimi 5 anni”.

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Sabato 20 febbraio Silvio Berlusconi festeggerà i 30 anni da presidente del Milan, 30 anni di grandi successi che hanno portato il club rossonero in cima al mondo, salvo poi patire il ridimensionamento degli ultimi anni. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Berlusconi ha ricordato con orgoglio i successi del passato, ma non ha mancato di esprimere la propria opinione sul presente e di gettare uno sguardo al futuro.

RICORDI – “Un voto a questi 30 anni? Siamo partiti puntando al 10. Per com’è andata direi 10 e lode. Sono stati trent’anni magici. Abbiamo vinto più di tutti. Ci siamo conquistati 363 milioni di simpatizzanti nel mondo. E soprattutto il nostro amore per il Milan è stato ripagato e ci ha riempito il cuore di felicità. Il giorno più bello? Ce ne sono stati tanti. Certamente indimenticabile è la vittoria a Barcellona della prima Coppa Campioni, battendo 4-0 la Steaua Bucarest. Ricordo lo spettacolo indimenticabile del Camp Nou completamente tappezzato di bandiere rossonere. Sull’autostrada per la Spagna si crearono veri e propri ingorghi di auto e di pullman imbandierati. Fu l’intero popolo rossonero, non soltanto la squadra, a vincere la Coppa. Ma sono indimenticabili, per motivi diversi, anche le due finali di Atene. Il più brutto? La rimonta del Liverpool a Istanbul, quella incredibile finale di Champions perduta dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio per 3-0. L’abbiamo già cancellata con i due gol di Pippo nell’altra finale di Atene, due anni dopo, ancora contro il Liverpool. Invece ancora amara la finale di Champions del 1993. Eravamo arrivati a quell’incontro vincendo tutte le partite del torneo, 10 su 10, andata e ritorno. Perdemmo 1-0 la finale con il Marsiglia. Una partita stregata. Cambierei qualcosa tornassi indietro? Non cambierei certo la missione data alla squadra. Quella di giocare per essere padroni del campo e del gioco, di vincere convincendo, con il bel gioco, l’entusiasmo, la passione e la lealtà nei confronti dei nostri avversari. La decisione più importante che ho preso è stata diventare responsabile del Milan e dargli l’obiettivo di diventare la squadra più vincente al mondo. Un obiettivo che a tutti sembrava impossibile. Cosa successe a Marsiglia? Non fu certo una mossa premeditata. Galliani mi spiegò poi come andarono le cose. Reagì d’impulso, da tifoso, senza malizia. Ricordo che abbiamo accettato la grave sanzione inflittaci dall’Uefa. Molti giornali scrissero dopo quella sera che il ciclo del Milan era finito. Invece era appena cominciato.
L’allenatore a cui sono più legato? Sacchi mi ricorda i primi meravigliosi anni. Ma sono legato da una profonda amicizia anche ad Ancelotti e a Capello. I nostri campioni invece, vorrei rivederli in campo tutti: da Van Basten che ha lasciato il calcio troppo presto a Baresi, il nostro Capitano, da Savicevic a Ronaldinho, da Maldini a Costacurta, a Tassotti, a Donadoni, a Massaro. Da Weah a Gullit, a Sheva, a Kakà… Non posso citarli tutti. Ma ho voluto bene a tutti e per molti di loro sono stato un fratello maggiore. Aggiungo, con orgoglio, che il mio Milan è l’unica squadra nella storia del calcio ad aver piazzato, per due volte, tre giocatori ai primi tre posti del Pallone d’oro”.

IL MILAN OGGI – “La squadra oggi è lontana dai miei sogni? Forse non è così lontana come qualcuno pensa. Io sono stato impegnato su molti fronti con impegni difficili e anche dolorosi. Ma ora sono tornato in campo. Non lavoriamo solo per l’oggi. Stiamo ricostruendo una squadra per un nuovo ciclo con giovani promettenti e con molti fuoriclasse. Sono sicuro che ci riusciremo. In questi anni abbiamo vissuto 8 finali di Champions. Entro cinque anni dobbiamo arrivare a 10. Donnarumma richiesto da tante squadre? Donnarumma è uno dei tanti giovani del nostro vivaio e spero che rimanga con noi per altri vent’anni. Obiettivi diversi per Barbara e Galliani? E’ la conferma che entrambi hanno a cuore il bene della squadra. Contraddicendo quello che l’età farebbe pensare, Barbara ragiona più da manager, Adriano più da tifoso. Hanno ragione entrambi, ed entrambi torto. E’ del tutto evidente che l’Europa League oggi è l’obiettivo alla nostra portata, ed è altrettanto evidente che non ci accontentiamo di questo. Nella mia vita, di imprenditore, uomo di stato, di uomo di sport ho sempre seguito una regola: pormi degli obbiettivi un po’ più alti di quelli che il normale buonsenso ritiene facilmente raggiungibili. E li ho sempre raggiunti.
Vincere la Coppia Italia quest’anno non basterebbe. Ma alzare la Coppa Italia sarebbe importante. Vincere fa sempre bene, e comunque la Coppa Italia garantisce un posto in Europa. Se ho scartato Sarri prima di scegliere Mihajlovic? Quando si sceglie qualcuno, per definizione cadono le altre candidature. Anche quelle di cui si ha la massima stima, come nel caso di Sarri. Tre allenatori in tre stagioni? In effetti preferisco quando in tre stagioni arrivano tre finali di Champions. Se penso ancora che non bastano i soldi per fare uno squadrone? La penso come 30 anni fa. Ma qualche squadrone abbiamo già dimostrato di essere capaci di costruirlo. Certo, anche investendo molti soldi. Sono stati più di un miliardo e duecento milioni di euro i nostri investimenti sul Milan in questi trent’anni. Ma non si può vincere sempre. Io sono entrato nel Milan in uno dei periodi peggiori della sua storia. Nei 5 anni precedenti, due li aveva giocati in Serie B, e gli altri tre li aveva chiusi rispettivamente al 14o , al 6 o e al 5o posto in Serie A. Oggi il fatto stesso che il Milan sia al sesto posto è una notizia. Sembra strano ai tifosi, visto che, in trent’anni, per venti volte abbiamo concluso il campionato nei primi tre posti. In tutto il mondo la parola Milan è sinonimo di grandi successi e, voglio ripeterlo, contiamo su 363 milioni di simpatizzanti”.

FUTURO ROSSONERO – La trattativa con Mister Bee? Il mio obiettivo è comunque il bene del Milan. Nel calcio moderno sono entrati soggetti dotati di risorse infinite e quindi è difficile rimanere competitivi al massimo livello. Per questo abbiamo ritenuto che l’apporto di energie e capitali freschi fosse necessario. Su questa base abbiamo una negoziazione in corso. Aspettiamo che si concluda. Non è assolutamente vero che mia figlia Marina spinge per farmi vendere il Milan. Lei mi ripete sempre di seguire quello che mi dice il cuore e il mio cuore continua a battere forte per il Milan. Lo stadio? San Siro è la nostra gloriosa storia. Il legame affettivo, emotivo, con quel prato, quegli spalti, quella curva, è profondissimo per ogni milanista. Tuttavia il futuro sembra essere degli stadi di proprietà, secondo un modello che all’estero si va sempre più diffondendo e che per ora, in Italia, solo la Juve ha potuto realizzare. Quindi l’idea di Barbara era assolutamente quella giusta. Purtroppo si sono frapposte difficoltà che al momento non potevamo prevedere. Continueremo quindi a giocare a San Siro, fieri di stare nella ‘Scala del calcio’, senza tuttavia smettere di guardarci intorno. Galliani contestato per i ritorni di Boateng e Balotelli? Perché errori? Boateng è rientrato con una grande voglia di tornare a giocare, e finora ha fatto bene. Balotelli si sta rimettendo da seri problemi di salute. Se riuscirà a evitare gli errori del passato, potrà essere una risorsa. Credo valga la pena di provare. Regalo per i 30 anni di presidenza? Sabato, in occasione dell’anniversario, vorrei pranzare con la squadra a Milanello. Ne approfitterò per chiedere a Mihajlovic di vincere tutte le partite da qui alla fine. Presidente a vita? Stiamo a vedere come andranno i prossimi 30 anni, e poi decideremo.