Roma, delusione Pjanic: il pianista stecca ancora in Europa

Roma, delusione Pjanic: il pianista stecca ancora in Europa

pjanic-Roma

Coraggiosa, ma non abbastanza, tradita dalla serata anonima di uno dei suoi giocatori più rappresentativi, Miralem Pjanic. Non è bastata alla Roma una prova gagliarda davanti a un Olimpico tornato pieno come ai bei tempi per contenere la forza del Real Madrid e dei suoi fuoriclasse, Cristiano Ronaldo su tutti. Una doppia sfida già di per se complicata, che alla luce di quanto visto in campo, sarebbe potuta restare aperta in attesa del ritorno al Santiago Bernabeu; a chiuderla ci ha pensato però Jesè, con un gol che sa tanto di sentenza.

10 marzo 2010, un giovanissimo Miralem Pjanic esulta dopo aver segnato al Santiago Bernabeu
10 marzo 2010, un giovanissimo Miralem Pjanic esulta dopo aver segnato al Santiago Bernabeu

E dire che in Spagna temevano proprio lui, il pianista bosniaco, capace sei anni fa di eliminare il Real Madrid di Manuel Pellegrini dalla Champions League con il Lione (suo il gol del definitivo 1-1 dopo l’1-0 della gara d’andata). A conti fatti però,ieri sera è mancato proprio lui, timido e compassato, quasi mai nel vivo della gara. 94’ di esibizione piuttosto scolastica, senza una giocata degna del suo talento, troppo concentrato a non concedere campo agli avversari, eseguendo alla lettera i dettami tattici di Spalletti che ha finito così col soffocare il suo giocatore migliore. I 41,2 metri di baricentro medio della Roma durante il primo tempo, indicano quanto in casa giallorossa temessero le ripartenze degli uomini di Zidane (puntualmente mortifere nel secondo tempo) e spiegano le difficoltà di Pjanic a dettare i tempi in mezzo al campo. Prima interno, poi mediano al fianco di Vainqueur, sempre lontano dalla porta avversaria e dai compagni d’attacco che, pur muovendosi tantissimo, non hanno potuto disporre delle sue proverbiali intuizioni.

Dopo l’intervallo, complice anche il vantaggio ospite, la Roma ha alzato il baricentro, riequilibrando così il dato sul possesso palla (alla fine del 40%), senza tuttavia riuscire ad accompagnare dentro la partita un Pjanic costantemente sotto tono. A centrocampo la Roma ha faticato, come conferma il dato sui passaggi effettuati dal Real nei 90’ (622 su 692); scarso filtro e zero creatività, al resto ci ha pensato lo scollamento tra i reparti e l’aumentare della stanchezza. Spalletti riflette e si interroga, come i tifosi giallorossi, sulla mancanza di personalità e sfrontatezza che era lecito attendersi almeno tra le mura amiche, con il bosniaco esempio lampante di quanto (non) visto. Se in campionato, con 8 reti e ben 7 assist decisivi, Pjanic ha mostrato finalmente di aver raggiunto una certa costanza di rendimento, è proprio in Champions League, assaggiata sin da giovanissimo proprio con la maglia del Lione, che il suo apporto è clamorosamente mancato. Ad eccezione della doppia sfida con il Bayer Leverkusen infatti, sulla quale aveva lasciato il segno sia all’andata che al ritorno, la campagna europea rischia di chiudersi anticipatamente senza sussulti; difficile stabilire se sia davvero troppo piccola questa Roma per Pjanic o viceversa, ma qualche dubbio resta.