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Kevin Prince Boateng, centrocampista del Milan, ha pubblicato la sua autobiografia dove ha raccontato nel dettaglio le sue esperienze con le sue squadre, in particolar modo lo scontro di gioco con Ballack durante la finale di FA CUP tra Chelsea e Portsmouth, che costrinse il tedesco a saltare il Mondiale nel 2010. Ecco alcuni stralci pubblicati dalla Bild:

BALLACK – “Durante la partita Ballack mi ha dato uno schiaffo. L’arbitro Chris Foy però non se ne accorse. In molti nei talk show dei giorni successivi dissero che avevo premeditato di fargli male per fargli saltare il Mondiale. Sono stupidaggini, chi lo dice non ha mai giocato a calcio. In quasi ogni partita ci sono scontri del genere. Non si pensa ai Mondiali in quei momenti. Lui dovette uscire, io presi il giallo. Per me la storia era finita lì. Avevo 18 anni la prima volta che lo affrontai. Fin dal nostro primo incontro in Bundesliga (lui al Bayern io all’Hertha), avevamo avuto qualche scontro. Michael mi pestò volontariamente il piede e mi disse: ‘stai zitto, chi pensi di essere?’. Io gli risposi: ‘tu chi pensi di essere’. ‘Io sono una star’, replicò. ‘Anche le stelle cadono’ gli dissi. Comunque per me quello scontro del 2010 non era nulla di drammatico. Cose che capitano. Invece il lunedì sera il fallo era il tema principale nei talk”.

GERMANIA – “La cosa ironica di tutta questa storia è che qualche nazionale tedesco mi ringraziò. ‘Bene che non c’è’, mi scrissero. All’interno della squadra non era ben visto. Nessuno era contento saltasse i Mondiali, io per primo non lo ero, ma alcuni pensavano che senza di lui sarebbe stato perfino meglio. In situazioni del genere sei sempre solo. Una sera stavo portando fuori la spazzatura. Un signore sugli 80 mi vide e mi fece il dito medio. Mi rigarono la macchina. Oggi saprei gestirlo, all’epoca no. Le cose peggiori furono le minacce di morte. Mi arrivarono lettere a casa nelle quali mi veniva scritto: ‘Negro, bisognerebbe ucciderti col gas’, oppure ‘Stupreremo la tua donna’. Queste carinerie le denunciai alla polizia. Mi muovevo solo con le guardie del corpo. Mio fratello mi consigliò di scusarmi personalmente, ma io lo avevo fatto sul campo, anche se Ballack ancora oggi nega”.

DI MATTEO – “Avevo sentito solo cose belle su di lui. Anche da Drogba, a cui avevo telefonato e che lo aveva avuto al Chelsea. Ero convinto che sarebbe arrivato un grande allenatore. La storia poi è andata diversamente, anche se non ho mai avuto problemi diretti con lui. La squadra però lo ha seguito solo per una settimana. Ha cercato di tenere un modo di guidare la squadra, con uno stile inadatto. C’erano tanti giovani, erano affamati, ma lui non dava loro il cibo giusto”