Italiano è bello: nessuno come il Torino di Ventura in Serie A

Italiano è bello: nessuno come il Torino di Ventura in Serie A

Torino

Padelli, Moretti, Zappacosta, Molinaro, Baselli,Vives, Benassi, Belotti, Immobile. Al fischio finale dell’arbitro Cervellera che domenica scorsa ha sancito il successo esterno del Torino sul Palermo per 3-1, c’erano ben 9 italiani in campo: un vero e proprio record di questi tempi. Perché in un calcio sempre più globalizzato e in un campionato come quello della nostra serie A che si è adeguato al trend dei maggiori tornei europei, non capita spesso di assistere alla difesa del buon prodotto di casa, ancora genuino nonostante la concorrenza estera.

A Torino da qualche anno e con Giampiero Ventura in particolare, si porta avanti un’idea di calcio basata sulla valorizzazione di alcuni tra i futuri giovani talenti italiani, abbinati all’esperienza e alla professionalità di gente abbastanza navigata per condurre senza patemi il gruppo in acque tranquille, cercando se possibile di togliersi qualche soddisfazione come accaduto nelle ultime stagioni. “La nostra- ripete spesso il tecnico genovese- è tra le poche squadre sane che porta avanti un progetto sportivo nel vero senso della parola. Puntiamo su giocatori in grado di crescere e affermarsi nel breve periodo. Questo è fare calcio”. Come dargli torto se anche i conti tornano, per la gioia del presidente Urbano Cairo, a capo di uno dei club più virtuosi del panorama calcistico italiano. Una sinergia importante tra scrivania e campo, dove nel quinquennio di Ventura, sono stati raggiunti traguardi impensabili e scritte imprese (indimenticabile quella compiuta al San Mames lo scorso anno) che rimarranno a lungo nella memoria dei tifosi granata.

Oggi in serie A, dopo 25 giornate, nessuno ha fatto meglio del Torino, capace di mandare in rete il maggior numero di calciatori italiani dell’intero campionato. Sui 33 gol messi a segno fino a questo momento, ben 27 portano infatti il nostro marchio nazionale; a contribuire al bottino realizzativo stagionale, ci hanno pensato anche Maxi Lopez (3 reti per l’argentino) e Acquah (in gol contro il Verona), mentre il rosanero Gonzalez e il genoano Tachtsidis sono curiosamente gli autori dei tre autogol a favore che completano il quadro definitivo. Dietro il Toro, tutte le altre, con il Sassuolo fermo a quota 25, seguito nell’ordine da Bologna (23), Empoli, Frosinone e la sorpresa Sampdoria a 22 e Chievo Verona a 21. Dati e numeri certamente indicativi, soprattutto a questo punto della stagione, che indicano tuttavia l’inversione di tendenza in atto e aiutano a guardare al futuro con meno preoccupazione; distanti anni luce dall’indelebile ricordo del Piacenza senza stranieri capace di giocarsi fino all’ultimo la permanenza in A nella stagione 1993/1994, il solco tracciato dal Torino e l’esempio di altre società, sembra poter garantire ai giocatori italiani la necessaria vetrina per crescere e affermarsi ad alti livelli, senza dover per questo scegliere un percorso alternativo.