Caos Casertana, il presidente minaccia di ritirare la squadra

Dario Marotta
21/02/2016

Caos Casertana, il presidente minaccia di ritirare la squadra

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Per una sera, l’Alberto Pinto di Caserta, si è trasformato nel Jose Zorilla di Valladolid, lo stadio che nel 1982, durante i mondiali di Spagna, vide protagonista Fahad Al-Ahmad Al-Sabah, sceicco del Kuwait che, per protestare contro le decisioni dell’arbitro in occasione del match con la Francia, decise di attraversare la tribuna e di scendere in campo per un confronto vis a vis con il direttore di gara sovietico. La sortita, all’epoca, sortì l’effetto sperato: il gol realizzato poco prima da Giresse venne annullato a causa di un fuorigioco inventato per l’occasione. Non è riuscito nella medesima impresa il massimo dirigente della Casertana, compagine di lega pro, ieri sconfitta tra le mura amiche dal Cosenza: all’ottantasettesimo minuto, con la sua squadra sotto di un gol e di un uomo, il Presidente Lombardi ha pensato bene di entrare in campo per contestare le decisioni dell’arbitro, invitando i suoi ragazzi ad abbandonare il terreno di gioco anzitempo. Nel mirino il signor Pillitteri di Palermo, colpevole, tra le altre cose, di aver convalidato la rete di Arrigoni, a detta di Lombardi viziata da un clamoroso fallo. Attimi di tensione, partita sospesa per alcuni minuti e clima caldissimo, sia sul terreno di gioco che sugli spalti. La protesta è poi rientrata, la gara si è “riaccesa”, concludendosi sullo 0-1, con la Casertana ridotta in nove uomini.

Una sconfitta pesante, la seconda nelle ultime tre giornate, che rischia di pregiudicare il cammino dei falchetti, ora quinti in classifica. E a questo punto, non sono da escludere pesanti sanzioni, dall’ammenda fino alla squalifica del campo. Nel post gara, la parola è passata a Pasquale Corvino, socio del Presidente Lombardi: “Nei prossimi giorni ci riuniremo per decidere se andare a Catania. Se hanno deciso di affossarci, ci sono quasi riusciti. Se non ci vogliono in alto, questo non potevamo metterò in conto. Abbiamo fatto investimenti, non possiamo aspettare che loro ce ne mandano, ce ne andiamo noi. Se è una questione tra Foggia e Lecce per la B, era meglio che ce lo dicevano prima”.