Inter-Sampdoria, statistiche del match: domina Biabiany

Dario Marotta
21/02/2016

biabiany

Inter-Sampdoria

Due punti nelle ultime otto, nove nelle quattordici gare disputate sotto la guida di Vincenzo Montella. La Sampdoria vive una crisi senza fine mentre dietro cominciano a spingere forte, tanto da mettere paura alla squadra blucerchiata, ora sì, a rischio retrocessione. La sconfitta di Milano era in un certo senso preventivabile ma spaventano non poco gli errori tecnici dei singoli che denunciano palesi limiti strutturali. Il materiale umano non è di prima di scelta ma è lo spirito, l’atteggiamento, a tradire sensazioni negative. Al Meazza, considerata la caratura dell’avversario, i blucerchiati non hanno sfigurato anzi, hanno provato a seguire la via indicata dall’allenatore: “la salvezza si conquista attraverso il gioco”. Così la Samp ha provato a giocare, o forse a giochicchiare, arrivando spesso dalle parti di Handanovic (11 tiri a 6) pungendo però poco, concludendo l’azione offensiva senza la necessaria cattiveria.

L’Inter ha giocato meno palloni, è andata sotto nella percentuale del possesso palla (47 a 53) ha commesso 35 errori gratuiti (contro i 28 degli avversari) ha recuperato appena 22 palloni (33 per la Doria) eppure ha vinto con un passivo largo, reso meno amaro dal guizzo finale di Quagliarella. Pari il conto dei corner mentre non si contano parate di Viviano. Tre tiri nello specchio e tre gol per i ragazzi di Mancini, nel solco di un cammino tracciato ad inizio stagione e poi improvvisamente interrottosi. Ma nel DNA della squadra nerazzurra persiste la capacità di capitalizzare al meglio le poche occasioni costruite. Icardi (a quota undici reti in campionato) ha rispolverato le armi da cecchino infallibile mentre sul versante opposto, l’ex Ranocchia, non ha fatto nulla per farsi rimpiangere. Il calciatore più attivo, per l’Inter, è stato senza ombra di dubbio Jonathan Biabiany: tre cross, un tiro fuori, due falli commessi e otto palle perse. Inter e Sampdoria hanno provato a “sfondare” per vie centrali, appoggiandosi sulle rispettive prime punte (otto volte i nerazzurri, undici i blucerchiati) andando costantemente a caccia delle “seconde palle”. L’mvp è Mauro Icardi, re Mida dell’attacco nerazzurro.