Ronaldo: “Non potevo immaginare che ci fosse un controllo illegale di partite”

Ronaldo: “Non potevo immaginare che ci fosse un controllo illegale di partite”

ronaldo

Ronaldo, il Fenomeno, è tornato a San Siro dopo tanti anni a vedere la “sua” Inter. Ai microfoni della Rai, l’ex attaccante nerazzurro ha commentato le sue sensazioni: “In quel periodo non potevo immaginare che ci fosse un controllo illegale di partite e risultati, ma si poteva intuire che qualcuno potesse controllare in modo così grosso il calcio italiano. Quando è stato scoperto mi ha dato tanta soddisfazione, è come se avessi vinto io quegli scudetti. Sarà bello tornare a San Siro. Già sono emozionato per l’accoglienza che mi è stata riservata in questi giorni. Ho rivisto grandi amici che non vedevo da anni e ho pranzato con Moratti che per me è un padre. Con lui ci siamo detti tante cose, soprattutto mi ha mostrato tanto affetto, la nostra relazione è molto sincera e ci siamo perdonati degli errori e delle scelte che abbiamo fatto. Sono fiero di tornare e sento l’energia della gente, qui ho passato anni meravigliosi”. Moratti, invece, l’ha perdonato per il passaggio al Milan: “Ho perdonato Ronaldo per il gol che ha segnato all’Inter nel derby. Gli ho detto che era una rete troppo bella perché la facesse contro di noi. Ho incontrato Ronaldo che è stato di una simpatia incredibile. Lui e Mourinho sono persone di grande sostanza e questo spiega perché siano di un altro livello”. Il Fenomeno a Sky, invece, ha commentato il suo ritorno: “Ritrovarlo è stato bello. Dimentichiamo come ci siamo lasciati, in quel momento è stato sbagliato tutto. L’Inter è stata la sfida più affascinante della mia carriera, in quel periodo il campionato italiano era il migliore al mondo, il più difficile. Ho trascorso 5 anni magnifici qui, l’Inter mi rimarrà nel cuore per sempre. Milan? Era un momento della mia carriera in cui ero già in declino, ma non credo di aver fatto un errore. L’Inter ha sempre avuto la precedenza, mi sono offerto ai nerazzurri, ma in quel momento non interessavo e allora ho scelto di andare al Milan. Thohir sono convinto che potrà fare grandi cose. Io come dirigente? Mi piacerebbe fare qualcosa, ma sono sempre in giro per impegni personali, non è semplice. Per me giocare a calcio è sempre stato un divertimento. Per cosa vorrei essere ricordato tra 100 anni? Per essere stato un campione di calcio e come un bravo padre”.