Polveriera Toro: dopo Quagliarella tifosi contro Ventura

Polveriera Toro: dopo Quagliarella tifosi contro Ventura

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I tifosi del Torino sono sempre stati viscerali: tifare granata alle volte non è solamente andare allo stadio la domenica, ma tenere viva una leggenda, un ricordo, quello di una delle squadre più forte di sempre. Per questo la tifoseria del Toro si è sempre mossa con forza contro quelli che, nella loro visione, hanno infangato la mitologia granata. Nel corso di questa stagione era già toccato a Fabio Quagliarella: l’attaccante napoletano è stato reo di non esultare contro il Napoli, sua ex squadra. Il fatto è una ricorrenza per lo stabiese, che nel corso della sua carriera ha esultato molto raramente da ex, che fosse per rispetto o per paraculismo: ai tifosi granata non è andata giù la mancata esultanza di Quagliarella e ci hanno messo poco a dimenticare gli eroi di Bilbao. Benservito, prima della tifoseria e poi, nel corso del mercato invernale, della società.

Nel mirino del tifo organizzato torinista è entrato con prepotenza, già da qualche mese, mister Ventura: l’allenatore genovese, uno dei segreti del Torino degli ultimi anni, bravissimo a far crescere i giovani, è ritenuto dalla curva ormai troppo ‘morbido’. A dargli il benservito, prima del presidente Cairo che stima moltissimo il suo lavoro (che ha portato fior di milioni con la valorizzazione di talenti), è proprio la curva Maratona: nel match casalingo contro il Carpi è stato infatti esposto uno striscione decisamente eloquente, che presenta la data di fine campionato “l’avventura è finita, grazie mister“.

Nel corso del primo tempo lo striscione è stato poi tagliato e rimosso, ma i problemi in casa Toro restano: la squadra, partita benissimo, si è persa e la delusione che serpeggia fra gli spalti è grande, ma probabilmente esonerare un vate come Ventura rischia di non essere la miglior soluzione. Si attende a fine partita la reazione dell’allenatore tirato in causa, che ha dimostrato a più riprese di non temere il confronto con i tifosi e tantomeno di avere peli sulla lingua.