Spalletti: “Il caso Totti è passato. Dispiace, ma dovevo mettere ordine”

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La Roma, in questo posticipo della 26/a giornata, vince 5-0 contro il Palermo: tre punti, quinta vittoria consecutiva per Spalletti, ma anche qualche fischio per lui. Certo, perché è il caso Totti a rubare la scena alla goleada di Salah e compagni. L’intero Olimpico ha applaudito il capitano, in tribuna a seguire la sua squadra a causa del provvedimento preso da tecnico e società dopo le sue dichiarazioni. Queste le parole di Luciano Spalletti nel post-partita: “La situazione è già passata, Francesco ha visto la partita qui allo stadio, è stato con noi negli spogliatoi e domani torna ad allenarsi. Quello di stamattina è stato solo un momento di rabbia e di malessere che è comprensibile, lui si sente ancora un giocatore e vuole far quello. Se tutto questo rumore lo fa il più grande giocatore del dopoguerra, succede questo. C’è stato grande dispiacere da parte mia per questa scelta, ma ho un ruolo in questa Roma e dei segnali da dare alla squadra. Io sono qui per sistemare le cose, ecco perché la Roma mi ha chiamato. Ero convinto di far giocare Totti, ma poi lui ha detto un paio di cose. A me dispiace, non voglio nessun duello. Voglio che la Roma vinca, sto bene se la Roma vince”.

“Nella mia prima intervista, quella di presentazione, toccai già l’argomento rinnovo e dissi che io devo fare la mia parte. So che diventerà la cosa principale, però non voglio entrare in questa situazione, deve decidere Francesco. Ho messo a disposizione di Totti qualsiasi ruolo nel mio ufficio, perché lui deve pensare a cosa fare nel futuro. Vuoi fare Giggs? Fai Giggs, sarà sempre seduto vicino a me. Vuoi fare Nedved? Fai Nedved. Vuoi fare il calciatore? Fai il calciatore, ok. Sappi che però io non ti regalo niente, faccio l’allenatore. Ha carisma in questo ambiente, con la sua storia alla Roma lui può fare qualunque ruolo. Io sono stato chiamato a risollevare le sorti di una squadra, non posso concederti niente. La società sa che se Francesco va a chiedere qualcosa, io sto dalla parte di Francesco. Conosco il grande sentimento dei romani che stasera chiamavano Totti. Assoluto rispetto per il campione e la sua storia, ma ora bisogna fare delle scelte”.

“E’ vero che lui è un grande campione e che merita rispetto, ma il rispetto lo devo anche a tutti gli altri. Io non posso accettare che convochi una conferenza con chi gli pare e dica quello che gli pare. In squadra abbiamo tanti giocatori e domani possono farlo tutti. Ho avvertito la società dopo che ho preso questa decisione, c’è stato grande dispiacere. Non volevo, ma il mio ruolo è questo. Un po’ di ordine devo darlo. Io qualche debolezza l’ho avuta, in casa ho una parete con tante maglie. Di Totti ne ho 7-8. Mio figlio mi ha detto: ‘Babbo, che fai, litighi con Totti?’. Sono affranto, non voglio fare queste cose. Oggi l’avrei fatto giocare, non è che vado a raccontare bugie in conferenza stampa. Ci sono delle persone del suo entourage che mi hanno detto che non c’è niente comunque, si vede che è già tutto chiarito e domani chiarirò ulteriormente”.

Poi Luciano Spalletti ci scherza su e dichiara: “Negli spogliatoi io e Francesco ci siamo salutati e gli ho detto: ‘Dove la vedi la partita?’, lui mi ha risposto ‘Nel palchetto’. Gli ho chiesto: ‘Io posso venire?’ e lui ‘No, lì ci sono solo amici miei’. Così gli ho risposto: ‘Allora se mi chiedi di portarti in panchina non ti porto, qui c’è solo gente che io convoco’ “.