Zenga: “Alla Samp dovevo valorizzare i giovani, poi hanno preso Cassano”

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La stagione che sta vivendo Walter Zenga non sarà sicuramente ricordata come una delle sue migliori da allenatore. Dopo l’esonero alla Sampdoria, con la squadra che in verità ha subito il vero crollo dopo la sua partenza, sono arrivate le dimissioni dal Al Shaab 4 mesi prima dalla conclusione del contratto, a causa di risultati che tardavano ad arrivare: “Ho rinunciato a 4 mesi di stipendio: se non riesci a far nulla, se non riesci a incidere te ne vai”, come dichiarato dallo stesso Uomo-Ragno a Radio Anch’io Sport su RadioUno.

SAMP ANCORA FAVORITA – “Non mi auguro che la Samp vada in B, sarei un falso e non sputo nel piatto dove ho mangiato. La Samp ha il coltello dalla parte del manico, deve giocare in casa con Frosinone e Udinese, non la vedo in B”.

VIA PER I TIFOSI – “C’è stata disinformazione. È stato detto che Montella è venuto al posto mio perché eravamo in crisi di risultati. Ma a me era stato chiesto di valorizzare dei giovani e di stare dalla parte sinistra della classifica e mi sembrava di essere al passo con le richieste societarie. Ho letto anche l’intervista di Osti dove diceva che avevano preso Montella per fare un calcio più spettacolare. Il vero problema è che sin dal primo giorno non sono mai stato benvoluto a Genova da una parte della tifoseria. Il presidente già dal primo giorno mi faceva vedere i messaggi di tifosi che gli dicevano che non mi volevano”.

TANTI PROBLEMI – “Poi c’è stata la gara col Vojvodina: è vero che eravamo in ritiro dall’1 luglio ma Fernando è arrivato il 12, Muriel, Soriano e Zukanovic il 15, Eder l’8. L’errore mio è stato non far presente alla società questa cosa e magari posticipare le cessioni di Okaka e Duncan e la messa fuori rosa di Mesbah. Sono state dette tante piccole cose che danno fastidio, anche il voler far passare il mio esonero per giusta causa perché ero andato a Dubai quando era stato lo stesso presidente a dirmi di andare”.

CASSANO – “Avevo sposato un progetto firmando per un anno, perché non volevo essere di peso a nessuno, ma quando una società ti dice di valorizzare i giovani, e io stavo valorizzando Pedro Pereira, Ivan, Correa, Muriel, e poi ti propone Cassano, d’acchito dico no. Poi quando è arrivato non è mai stato un problema, il vero Cassano si è cominciato a vedere da novembre in avanti e ha giocato titolare con Frosinone ed Empoli, la gestione Cassano stava andando in un verso normale”.

SORIANO ED EDER – “’ultimo giorno di mercato ad agosto sono stato in hotel con Romei, Osti e Ferrero e ho fatto delle cose perché Eder e Soriano restassero, ci ho messo del mio, uno dei due stava andando via e ho cercato di convincere o l’uno o l’altro di rimanere almeno fino a dicembre”.