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belhanda

Il calciomercato di gennaio in Bundesliga, come spesso capitato nelle ultime sessioni ha registrato pochissimi movimenti di calciatori ma comunque di buon livello dal punto di vista qualitativo. L’anno scorso il fiore all’occhiello del mercato di riparazione fu l’acquisto per circa 30 milioni da parte del Wolfsburg dell’ex esterno offensivo del Chelsea, Andrè Schurrle, non rivelatosi poi utilissimo alla causa dei ‘Lupi’. In questa stagione invece a piazzare la zampata vincente ci ha pensato lo Schalke 04 di Breitenreiter abile a bruciare la concorrenza e a portare a Gelsenkirchen in prestito oneroso con diritto di riscatto l’ex fenomeno del Montpellier campione di Francia 2012, Younes Belhanda. Dopo gli ultimi sei mesi non troppo esaltanti nella fredda Kiev, il trequartista franco-marocchino ha così pensato bene di cambiare aria volando in Germania dove l’impatto con la maglia dei ‘Knappen’ almeno a livello personale è stato quasi da incorniciare. Buone infatti le prime uscite di Belhanda con indosso la numero 11 dello Schalke. Andiamo però a ripercorrere la storia del fantasista nato ad Avignone ed esploso a Montpellier.

BLU-ARANCIO (QUASI) DALLA NASCITA – Younes Belhanda nasce come detto ad Avignone il 25 febbraio del 1990 da famiglia di origine marocchina dalla quale poi deciderà di ereditare anche la nazionalità proprio per difendere i colori del Marocco con il quale ha collezionato ad oggi 33 apparizioni condite da 3 reti. I primi passi di Belhanda sono però registrati con la compagine locale dell’Aramonais, dove comincia a tirare i primi calci al pallone all’età di circa 8 anni. Presto prosegue la sua crescita nel MJC Avignone dove compie la sua prima maturazione coniugando istruzione e sport e al contempo rimanendo comunque vicino alla famiglia. Proprio la famiglia sarà determinante per la sua prima vera scelta importante di una carriera ancora agli albori: dopo 5 anni ad Avignone, nel 2003, infatti è il momento di scegliere cosa diventare da grande per l’ancor giovanissimo Younes. Gli osservatori prendono nota delle sue giocate e le prime offerte cominciano ad arrivare anche da grandi club come Monaco, Lione, OM e Saint-Etienne. Proprio la famiglia del ragazzo si mette però di traverso, condizionando la scelta di Belhanda: troppo lontane le altre destinazioni quindi il classe 1990 fu ‘costretto’ ad accettare l’offerta del Montpellier vestendosi presto di blu-arancio.

TEMPO DI FARE LA STORIA – Alla soglia dell’adolescenza arriva quindi questo primo grande passo nella carriera del ragazzo che milita per circa 6 anni nelle giovanili del Montpellier dove affina presto il proprio talento. Il ‘Dinosauro’, come verrà poi soprannominato per la sua passione di ragazzino per il dinosauro Denver protagonista di un cartone animato, cresce a vista d’occhio sia dal punto di vista tattico, che tecnico che della personalità. Proprio le sue indiscutibili qualità convincono il tecnico Girard ad affidarsi presto a lui sulla trequarti nonostante i soli 19 anni. La prima annata in Ligue 1 con il Montpellier dei grandi serve per assaggiare il calcio professionistico ed intanto risulta utile anche per mettere a segno il primo goal della sua carriera in un KO rimediato contro il Marsiglia. Il minutaggio e i numeri crescono a vista d’occhio come dimostrano le 3 reti e i 5 assist in 36 presenze dell’annata successiva. Belhanda arriva così con la giusta maturità alla stagione 2011/12: stagione storica per il club transalpino capace di vincere la prima ed unica Ligue 1 della propria storia. Una manciata di mesi di pura magia con indosso la maglia numero 10 del Montpellier per il ‘Dinosauro’, in grado di mettere insieme la bellezza di 12 goal e 6 assist al fianco dell’attuale bomber dell’Arsenal Olivier Giroud, formando così una macchina da reti e spettacolo. La naturale conseguenza fu la vittoria del già citato titolo e i primi assalti dei grandi club europei. Il Montpellier oppose però resistenza e Belhanda disputò una nuova annata da incorniciare in Francia chiudendo il conto con altre 10 marcature e 5 assist in campionato accompagnate dai primi sigilli anche in Champions League.

IL FREDDO UCRAINO – Nel luglio del 2013 è però il momento dell’addio e Belhanda fa le valige in direzione Kiev dove ad accoglierlo per circa 10 milioni di euro c’è la Dinamo. Nella Premier Ucraina vive due campionati discreti prima dei sei mesi sottotono targati 2015/16. Nella fredda Kiev il suo rendimento subisce dapprima una leggere flessione e poi un calo piuttosto drastico dal punto di vista realizzativo anche nell’anno della vittoria del campionato. Preludio inevitabile al trasferimento in Germania dopo 6 mesi senza sussulti con la Dinamo.

Belhanda come detto però ha presto ritrovato il sorriso con lo Schalke, con il quale ha già timbrato il cartellino con due goal dei suoi alle prime due apparizioni da titolare, dopo un paio di spezzoni di ambientamento. Trequartista, esterno o ala, la sua duttilità ne potrebbe fare un’arma preziosissima per lo scacchiere tattico di Breitenreiter già pronto a dargli le chiavi della squadra facendo da raccordo tra centrocampo e attacco. Il cammino è però ancora lungo ma se il buongiorno di vede dal mattino…