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E’ tornato, il Messi basco riparte da Valencia. Iker Muniain si scrolla di dosso la sfortuna e dimentica ufficialmente il lungo periodo di stop, riprendendosi il suo Athletic Bilbao. Un gol nella trasferta del Mestalla, uno 0-3 che blocca gli uomini di Neville, reduci da quattro vittorie consecutive tra campionato e coppa, e regala nuovamente i tre punti ai baschi dopo le battute d’arresto contro Real Madrid e Real Sociedad.

Nel match di domenica Valencia e Athletic Bilbao si affrontano a viso aperto: prima Negredo sciupa un paio di occasioni, poi proprio Muniain alla mezz’ora si rende protagonista di uno bell’assolo, con il talento di Pamplona che stoppa palla, salta due avversari e conclude con un tiro a giro che sfiora il palo alla sinistra del portiere. Rinviato l’appuntamento con il gol e con un’emozione che il piccolo talento basco non prova da mesi ormai. Inizia la ripresa, Iraizoz chiude la porta in faccia a Negredo e Alcacer, poi l’Athletic passa con il colpo di testa di Sabin al 73′, Muniain sorride e abbraccia il compagno che ha sbloccato il risultato. Intanto corre e spera. Nemmeno il tempo di immaginare l’azione del suo primo gol stagionale che Rico ruba palla a Parejo, avanza e serve Iker che arriva di gran carriera in area, stoppa e calcia: tiro non irresistibile, il folletto basco osserva la traiettoria della sfera, spera ancora, poi ecco il pallone infilarsi tra le gambe di Diego Alves, ecco la rete bianca gonfiarsi. L’esultanza è di quelle liberatorie. Muniain è tornato: lo fa dopo più di 500 giorni, tante lacrime e la solita grande voglia di dare il suo contributo alla sua famiglia. Quella basca del suo Athletic.

Iker la sua famiglia non l’ha mai abbandonata, nonostante il lungo stop, le stampelle e quel legamento crociato del ginocchio sinistro che il 4 aprile della scorsa stagione, nel match contro il Siviglia, ha ceduto rovinosamente: il suo Athletic è sotto di due gol al Sanchez Pizjuan, in area avversaria Muniain sposta la palla sul sinistro per il cross, ma viene chiuso da Banega in corner. Qualcosa non va, Iker si accascia al suolo, dolore e lacrime per il ragazzo nato e cresciuto con quella maglia rojiblanca. Da quel giorno sono stati tanti e interminabili i mesi trascorsi lontano dalla sua famiglia, dalla sua squadra e dai suoi compagni: Iker guarda i ragazzi allenarsi da lontano, sempre presente al San Mamés per le gare interne, tra una riabilitazione e una terapia. Nel mezzo la finale di Coppa del Rey contro il Barcellona, saltata per colpa di quel maledetto infortunio. Il campo è ancora lontano, troppo.

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Inizia la nuova stagione, Iker sta meglio e il ginocchio risponde in modo positivo. Arriva il giorno del ritorno in campo, è il 20 dicembre: 3 minuti nel match contro il Levante per riassaporare sensazioni ormai smarrite, ma mai dimenticate. Da quel giorno scampoli di partite, dieci per l’esattezza: dai 6 minuti contro Las Palmas e Barcellona ai 71′ contro l’Eibar, dai 21′ da subentrato in casa del Real Madrid fino ai 90 minuti nel match contro la Real Sociedad. Poi la trasferta di Valencia, Valverde comunica ad Iker che partirà titolare e il folletto basco risponde presente: dribbling, assist, giocate, conclusioni e il gol, che lo riconcilia al suo mondo. Il gol che lo riporta alla vita, quella calcistica, quella che lo vede da sempre insieme al suo Athletic, con quella maglia rojiblanca, amore di una vita.

Con quei colori cuciti addosso Muniain ha battuto record su record: debuttando nel luglio del 2009 in una gara di qualificazione di Europa League contro lo Young Boys diventa il più giovane giocatore ad indossare la maglia dell’Athletic in una gara ufficiale, a 16 anni, 7 mesi ed 11 giorni; dopo appena una settimana, nella gara di ritorno, sigla il suo primo gol europeo battendo il record come più giovane calciatore a segnare una rete con il proprio club; nell’agosto dello stesso anno esordisce anche in campionato nella vittoria contro l’Espanyol e diventa il più giovane giocatore a vestire la maglia rojiblanca in Liga, mentre la sua prima gara in UEFA Europa League arriva nel 3-0 contro l’Austria Vienna, segnando anche un gol; nell’ottobre del 2009, dopo la rete contro il Valladolid a 16 anni e 289 giorni, Muniain diventa il più giovane marcatore nella Liga spagnola, record poi battuto da Fabrice Olinga nel 2012.

Iker ora è tornato, per non andar più via. Mai più lontano dalla sua famiglia, quella basca. Sino ad ora per lui solamente 361 minuti ed un gol, quello di domenica scorsa contro il Valencia. Muniain ha dalla sua tutto il tempo per migliorare, sia il minutaggio che il suo personale bottino di gol e assist. Per uno che è abituato a battere primati non sarà certo un problema. Record dopo record, gol dopo gol. Sempre con la stessa maglia addosso, sempre con lo stesso, immutato, amore per il suo Athletic.