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brozovic

Inter-Juventus regala gol ed emozioni, nonostante il pronostico apparentemente già scontato dopo il 3-0 dei bianconeri nella gara d’andata. In finale vanno i bianconeri dopo 120′ intensissimi nei quali avevano più volte rischiato la clamorosa eliminazione; ai nerazzurri non basta una grande prestazione, di Palacio l’errore decisivo nella lotteria dei rigori.

CHIAVE TATTICA Senza la coppia centrale Miranda-Murillo in difesa, Mancini lancia D’Ambrosio al fianco di J. Jesus con Santon a destra e Nagatomo a sinistra, affidandosi a Eder nel ruolo di punta con ai lati i redivivi Perisic e Ljajic supportati dalla mediana formata da Brozovic, Medel e Kondogbia. Allegri, privo di alcuni titolari, attua un turnover calcolato dando spazio a chi finora ha giocato meno, come Rugani, Asamoah, Sturaro e Zaza, di nuovo titolare assieme a Morata. L’atteggiamento dell’Inter mette subito in difficoltà una Juventus stranamente molle e senza idee; baricentro alto con i terzini sempre in spinta e ottima circolazione di palla, consentono ai nerazzurri di fare la partita, occupando costantemente la metà campo bianconera. In netto contrasto con la squadra in piena crisi vista negli ultimi due mesi in campionato (12 punti in 10 partite), l’Inter riesce a sbloccare il risultato con Brozovic, bravo a sfruttare al meglio un suggerimento di Medel, lesto a sua volta a sradicare la palla dai piedi di Hernanes. San Siro ci crede e impreca quando Ljajic coglie la traversa dalla sinistra al 24′. Juventus mai pericolosa dalle parti di Carrizo che riesce comunque a limitare i danni in un primo tempo davvero sottotono. Senza più Kondogbia infortunato, Mancini si gioca la carta Biabiany, varando un coraggioso 4-2-4 con Eder e Ljajic di punta e il francese e Perisic sulla due fasce. La gara si accende definitivamente quando Eder sfugge via a Bonucci e serve a Perisic la più comoda della palle gol: 2-0 e qualificazione apertissima. Zaza coglie un palo clamoroso, prima che Allegri decida di tornare al classico 3-5-2 inserendo Barzagli per Lichsteiner, segno evidente delle difficoltà dei bianconeri a interpretare al meglio il 4-4-2. Vicina al 3-0 con Ljajic e D’Ambrosio, l’Inter prova l’arrembaggio finale e crede incredibilmente nella possibilità di raggiungere il Milan in finale quando Perisic beffa in dribbling Rugani che lo atterra: per Gervasoni è calcio di rigore, trasformato da Brozovic che fa doppietta e fa esplodere di gioia gli increduli tifosi interisti sugli spalti.

I supplementari vedono finalmente la Juventus prendere il comando delle operazioni, vista la stanchezza dei padroni di casa, sfiniti dopo aver completato la clamorosa rimonta. Zaza ha più volte la palla che manderebbe verosimilmente i suoi in finale ma non trova la porta per questione di centimetri, tenendo ancora viva la qualificazione. Pogba rischia di far venire giù la folta presenza juventina a San Siro con una volèe di destro che termina la sua corsa vicinissima al palo, mentre Santon si erge a emblema della strenua resistenza nerazzurra, restando in campo seppur infortunato dopo un contrasto duro. Dopo 120′ di battaglia, sono i calci di rigore a decretare la finalista: Palacio sbaglia, Bonucci segna il punto decisivo. Bianconeri in finale, ma quanta paura.

I PROTAGONISTI Nerazzurri trasformati rispetto alla sconfitta subita tre giorni allo Juventus Stadium, su tutti D’Ambrosio, protagonista in negativo proprio in occasione del primo gol di Bonucci. Centrale difensivo per necessità, mostra abitudine e sicurezza da veterano, tenendo Morata lontano dalla porta di Carrizo; è lui che guida la linea difensiva nerazzurra, incarnando alla perfezione la spirito di riscatto dell’Inter. Nella Juventus male soprattutto l’asse centrale, con Rugani e Sturaro sul banco degli imputati. In vista del finale di stagione, un campanello d’allarme da non sottovalutare per Allegri.

IL MOMENTO La grande parata di Neto su Perisic all’89’ tiene viva la qualificazione, trascinando la gara ai supplementari e salvando la Juventus da una clamorosa uscita di scena dopo 90′ di rara bruttezza che sottolineano ancora una volta come nel calcio non esistano partite scontate. L’estremo difensore brasiliano si distende e devia in calcio d’angolo il tentativo del croato, grande protagonista del secondo tempo con un gol e tante giocate di qualità.

LA GIOCATA Difficile individuarne una in un match dalle mille emozioni, ma quella tra Ljajic, Eder e Perisic (che manda in gol quest’ultimo per il 2-0) resta la più bella in 120′ intensissimi. Bravissimo l’italo-brasiliano a eludere l’intervento di Alex Sandro e chiedere il triangolo al fantasista serbo, abile nel lanciarlo in profondità, permettendogli così di servire a Perisic, tutto solo in mezzo all’area di rigore, la possibilità di fare centro.

TABELLINO

INTER-JUVENTUS 3-0 (3-5 dcr) (16′ Brozovic, 48′ Perisic, 81′ Brozovic)

INTER (4-3-3): Carrizo 6; Santon 6,5, J. Jesus 5,5, D’Ambrosio 6,5, Nagatomo 6; Brozovic 7, Medel 6,5, Kondogbia 6,5 (46′ Biabiany 6,5); Eder 6,5, Ljajic 6 (74′ Palacio 6), Perisic 6,5. All. Mancini

JUVENTUS (4-4-2): Neto 6,5; Lichsteiner 6 (55′ Barzagli 6), Rugani 4,5, Bonucci 5,5, Alex Sandro 6; Cuadrado 5,5, Sturaro 5, Hernanes 5,5 (70′ Lemina 6), Asamoah 5,5 (85′ Pogba 6); Zaza 6, Morata 5,5. All. Allegri

AMMONITI J. Jesus (I), Sturaro (J), Bonucci (J), D’Ambrosio (I), Perisic (I), Cuadrado (J), Lemina (J), Pogba (J), Santon (I), Zaza (J)

SEQUENZA CALCI DI RIGORE: Barzagli (J) gol, Brozovic (I) gol, Zaza (J) gol, Palacio (I) traversa, Morata (J) gol, Manaj (I) gol, Pogba (J) gol, Nagatomo (I) gol, Bonucci (J) gol

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