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herrmann

L’anno scorso è stato tra i migliori calciatori di tutta la Bundesliga, trascinando a suon di goal, assist e prestazioni sontuose un sorprendente Borussia Moenchengladbach alla conquista della qualificazione in Champions. Parliamo ovviamente dell’esterno tedesco classe 1991, Patrick Herrmann che non ha però avuto modo di ripetersi sui suoi livelli nella stagione in corso accarezzando per giunta per soli 72 minuti il sogno di giocare nella fase finale della Champions League. L’annata della conferma per il definitivo salto di qualità nell’elite tedesca è stata bruscamente interrotta da un brutto infortunio che ne ha pregiudicato l’utilizzo limitando solamente ad 8 le sue apparizioni in questa Bundesliga. Il velocissimo esterno di Illingen è finalmente ritornato in campo dopo un calvario durato più di quattro mesi a causa della rottura del legamento crociato che ha privato così il nuovo tecnico Schubert dell’arma più pericolosa e decisiva del proprio arsenale. E’ infatti innegabile il peso specifico del numero 7 dei ‘Fohlen’ che con 16 reti e 7 assist fu il protagonista assoluto della splendida cavalcata del Gladbach, in seguito ad una maturazione personale che lo ha visto crescere anno dopo anno sotto la guida di Favre che ne ha plasmato le giocate ad immagine e somiglianza di Marco Reus tanto da essere più volte accostato al forte numero 11 del BVB.

BENTORNATO PATRICK – Herrmann dopo il suo lunghissimo stop forzato fu aggregato alla squadra già in occasione del successo sul Colonia ammirato integralmente dalla panchina, prima di fare il suo nuovo esordio per uno spezzone di match nel pareggio di domenica contro l’Augsburg. Una gioia rivederlo in campo con la sua casacca numero 7 seppur per una manciata di minuti per i tifosi del Gladbach che di lì a poco avrebbero ammirato anche il suo secondo sigillo in campionato. Schubert infatti nel turno infrasettimanale di Bundes che ha visto il suo Borussia impegnato proprio ieri sera in casa contro lo Stoccarda ha pensato bene di inserire Herrmann sul 2-0 a ridosso del 67′: al velocista cresciuto a Moenchengladbach sono bastati una manciata di secondi per involarsi alla sua maniera sulla fascia destra, ricevere lo scarico di un compagno e piazzare il mirino sul palo lontano punendo il portiere con un diagonale affilato prima di esprimere tutta la sua gioia con un urlo liberatorio che solo chi ha patito la sofferenza di dover osservare i propri compagni combattere ‘da soli’ può comprendere. Un misto di adrenalina e felicità si riversano sul terreno del Borussia Park e il buon Patrick non perde occasione ancora una volta per mettere la sua firma: sarà infatti ancora lui a chiudere i conti propiziando con un cross basso l’autogoal che chiude la sfida sul 4-0. Al termine del match poche parole ma eloquenti: “Questa sensazione non si può descrivere. semplicemente favoloso”.

L’ARMA IN PIU’ – Il figliol prodigo è così tornato più forte e agguerrito di prima, pronto a riconquistare il suo Borussia. L’ultima rete del 25enne esterno tedesco risaliva alla seconda di campionato quando fu in grado di punire il Mainz con la sua ultima perla prima di finire in un tornado di sventure che prima gli ha concesso solo qualche spezzone e poi lo ha mandato definitivamente al tappeto costringendolo per diverso tempo ai box. Intanto dal suo ultimo goal anche il Gladbach ha subito un cambiamento: i ‘Puledri’ infatti in avvio di stagione hanno rinunciato al tecnico della storica qualificazione Champions, Lucien Favre, in seguito ad una brutta serie di KO nei quali incisero molto anche l’assenza di svariati elementi chiave. Schubert non ci ha messo per la verità molto a ricostruire il Borussia, dapprima facendo anche affidamento su un Herrmann a mezzo servizio e poi facendo di necessità virtù durante la sua convalescenza ed alternando nel ruolo i vari Stindl, Hazard, Traorè e Johnson trovando comunque il bandolo della matassa. Nonostante tutto però il ritorno del ‘Nuovo Reus’ costringerà ancora una volta il giovane ma esperto Schubert a mischiare le carte per non rinunciare al suo nuovo-vecchio asso nella manica.

Ancora un paio di mesi dunque per il numero 7 dei ‘Fohlen’ per tornare ad incantare come solo lui ha saputo fare in questi anni di Gladbach, intanto come direbbero i tedeschi : “Willkommen zurück Patrick“.

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