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Luciano Spalletti, allenatore della Roma, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del big-match con la Fiorentina. Ecco le sue dichiarazioni:

ROMA– “Quello che ha fatto da 3 o 4 anni da questa parte oltre a quello che ha messo Paulo Sousa di suo. Hanno creato un capolavoro, un’opera d’arte, un calcio moderno e spettacolare, una squadra solida e tosta convinta di avere possibilità importanti. Prendendo in esame il gruppetto di cui fa parte in classifica, è stata la migliore a lavorare. Pjanic e Nainggolan sono a disposizione, solo Iago Falque andrà valutato perché ha la febbre. daniele De Rossi continua il suo recupero e non sarà convocato”.

DZEKO – “Secondo me ci sono delle cose a cui devo ancora pensare e stavolta devo prendermi del tempo. Ha fatto bene a Empoli quando entrato, si è allenato bene, ma anche la squadra ha giocato bene a Empoli”.

ROMA E FIORENTINA – “Si somigliano perché entrambe vogliono comandare il gioco, e entrambe hanno centrocampisti abili e palleggiatori. Si fa possesso, si obbliga a far scoprire l’avversario, in questo si assomigliano; loro sono bravi ad interpretare il gioco altrui, di far girare la palla a 3 e a 4, e creano insidie adattandosi all’avversario. Bisognerà essere bravi in questa gara, ma io ho fiducia nei miei giocatori e se la viola ha creato un’opera d’arte i miei ragazzi hanno fatto un capolavoro per ribaltare la situazione e essere qui a lottare per queste posizioni”.

KALINIC E DZEKO – “Sono diversi. Kalinic è tra i più bravi ad attaccare il centrale dietro il difensore, è bravo sotto porta, non sente il morso della difficoltà quando deve segnare. Non si fa trascinare in altri impegni, sa che deve fare. Dzeko ha altrettante qualità, ma perché gli piace la fisicità della palla addosso: a lui piace la palla sul passante, Kalinic attacca tagliando sul primo. Ottima intuizione quell’acquisto e lui sta ripagando la fiducia”.

AMBIENTE ROMA – “E’ l’ambiente ideale per lavorare. Nella vita ci sono quelli che non fanno, quelli che fanno e quelli che si accodano a chi fa, e per stare ad un buon livello abbassano l’asticella per starci dentro. Qui la gente sa fare e chi non la pensa così deve andare via; chi vuole abbassare gli standard deve andare via, Io ci sono tornato, ho scelto che fare, sono padrone del mio tempo: e se sono qui è perché ho piacere a lavorare. Se ci prestano Burdisso una settimana gli facciamo vedere che qui si lavora: noi vogliamo dare il massimo. Chi può dare 10 deve dare 12, deve toccare le stelle, perché se hai quella voglia lì puoi far qualcosa più grande. Il mi atteggiamento sarà sempre in quella direzione”.

PALLOTTA – “Ci ho parlato, l’ho salutato, mi è sembrato carico di entusiasmo, mi è sembrato libero di far valere tutta le sua qualità di grande persona che è. Avrà trasmesso questo alla squadra e poi è stato con noi durante l’allenamento e nello spogliatoio. Ripeto, ha voglia di fare, ed è in sintonia con quello che vogliamo. Se vuole migliorare tanti meglio, è osando per migliorare che fa la differenza: una costanza di pensiero, una strada che si possa percorrere, stimoli ed incentivi che fanno la sua parte e lui è bravo a fare questa cosa”.

FIORENTINA – “Loro presseranno e cambieranno atteggiamento in base ai nostri modi di essere in campo. A Firenze hanno passato mesi a bisticciare per capire se giocassero a 3,4 o 5. E qui è racchiusa la bravura del loro mister, è lui che ha creato questa elasticità, è lui l’artefice. Hanno Vecino, Badelj, Borja, Bernardeschi, Ilicic…ne hanno molti, e ci fanno cose buone. Quel modo con Dzeko è una soluzione, ci abbiamo fatto l’ultima mezz’ora a Empoli, e son venute fuori 3/4 palle buone e simpatiche”.

SOCIETA’ PRESENTE – “L’altro giorno abbiamo fatto la foto: 30 miei collaboratori, altrettanti giocatori. Son tutti con me, tutti che mi dicono quello che va bene o meno, mi aiutano. Io sono circondato da persone che mi aiutano: dentro la Roma ci sono più squadre, tutti hanno voce in capitolo. Mancava solo Pallotta, ma ora c’è anche lui. Io prendo decisioni che riguardano la mia area e la mia posizione: allenamenti, orari etc. Sul mangiare c’è il nutrizionista, sulle cure c’è il medico, sulle scarpe il magazziniere che fa le scarpe lucidissime. Io faccio solo il mio e su quello qualche cosa voglio dire perché è di mia competenza”.

EL SHAARAWY COME BERNARDESCHI – “Dopo la Fiorentina ci sarà il match con il Real Madrid e non dirò mai ai miei ragazzi che possono essere più stanchi: sono alibi che non ci interessano. Dobbiamo farci trovare pronti, perché in quei 90′ dobbiamo esprimere tutto; loro lo sanno bene e fa parte della solidità mentale di prima, martedì bisogna vincere la partita se si vuole passare il turno. Su Bernardeschi: sono calciatori simili, con grandi potenzialità. Ogni cosa ha una partenza e una fine, conta il percorso: se lì hai voglia di analizzare, migliorare, fare una critica e vedere come sei andato, allora ci sarà una crescita se avrai lavorato per questo. Loro stanno facendo questo, si stanno rendendo conto di come crescere per arrivare in fondo a questo percorso”.

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