INTERVISTA ESCLUSIVA – Francesca Baraghini: “Il sessismo nel calcio esiste, ma non per tutti”

INTERVISTA ESCLUSIVA – Francesca Baraghini: “Il sessismo nel calcio esiste, ma non per tutti”

Baraghini

Mai Dire Calcio intervista Francesca Baraghini: attenzione focalizzata sulle dinamiche attuali del calcio italiano

Tra le giornaliste più apprezzate ed amate degli ultimi mesi, Francesca Baraghini ha saputo imporsi subito con simpatia e competenza durante la parabola esistenziale di Gazzetta Tv come nuovo volto noto dell’informazione sportiva. Apparentemente un punto di arrivo dopo tanta gavetta, in realtà solo un trampolino di lancio verso opportunità future da cogliere al volo. Mai Dire Calcio ha avuto il piacere di chiacchierare con la firma della Rosea per discutere della situazione del calcio italiano, del sempre fortissimo impatto femminile nel mondo calcistico e di alcuni problemi del nostro pallone da risolvere con ordine, impegno e dedizione.

 

In questa Serie A, durante la sosta, abbiamo assistito agli esoneri di Iachini dal Palermo e di Zenga dalla Sampdoria, mandati via nonostante i risultati ottenuti sul campo non fossero di certo drammatici. I loro successori hanno ottenuto risultati altalenanti e soprattutto in Sicilia sembra essersi scatenato il caos, poi rientrato visto il ritorno del tecnico. Questa pericolosa tendenza ad esonerare anche quando apparentemente non necessario può risultare essere la rappresentazione perfetta di un movimento forse troppo frenetico e poco propenso ad aspettare e programmare?

“Non faccio il presidente, a volte l’esonero destabilizza, ma aiuta la squadra. A volte no. Non mi preoccupa la “tendenza”, come dici tu, mi preoccupano i modi con cui questi esoneri arrivano.”

 

Tempo fa nacquero discussioni sulle convocazioni e le esclusioni eccellenti di Antonio Conte per il doppio impegno amichevole contro Belgio e Romania, con il campo che non ha regalato soddisfazioni. Proprio lo stesso C.T. continua a restare vago sulle possibilità di mantenere tale incarico anche dopo Euro 2016, non lesinando critiche alla stampa e alla Federazione, soprattutto per quanto riguarda la questione stage. A fronte di queste difficoltà e indecisioni, è plausibile interpretare il tutto come una “richiesta di aiuto” da parte del tecnico ex Juventus? Queste tensioni non rischiano di togliere fondamenta ad una già fragile Nazionale alla vigilia di una competizione così importante come quella che si svolgerà in Francia?

“Secondo me, Conte non ha bisogno di nessun aiutino, anzi. Credo che sia giusto per un giornalista farsi domande, avanzare dubbi. Ma di fatto, il giornalista non è un giocatore e nemmeno un allenatore. Saprà lui cosa è giusto fare.”

 

Nel corso degli anni il ruolo attivo delle donne nel calcio è divenuto più frequente e decisivo anche in ambito maschile. Basti pensare al lavoro svolto in maniera ottimale fino a pochi mesi fa da Eva Carneiro come responsabile area medica del Chelsea e da Laura Paoletti come team manager della Fiorentina. In Italia anche Barbara Berlusconi e Valentina Maio occupano ruoli di primissimo piano nel Milan e nel Lanciano. Si tratta di fuochi di paglia oppure di un qualcosa destinato a sbocciare con sempre maggiore frequenza?

“Chi ha detto che “l’ambito è maschile”? Quando ho bisogno di un dottore, non è importante che sia uomo o donna, basta che sia un bravo dottore. Ben vengano le Berlusconi, le Carneiro, le Boldrini – anche se esco dal mondo dello sport- perché la meritocrazia non si basa di certo sul genere di appartenenza.”

 

rp_barbara_berlusconi_getty.jpg
Barbara Berlusconi ha di certo avuto un grande impatto nell’organizzazione recente del Milan

Durante la scorsa estate hanno indignato non poco le esternazioni del Presidente della Lega Dilettanti Felice Belloli sulla volontà di non finanziare le attività dei campionati femminili. Oltre a dimostrare un malcelato sessismo in questo ambito, ciò che è successo non fa che sottolineare le difficoltà intrinseche di gestione e la mancanza di fondi di un movimento che non può dare garanzie alle sue atlete. Quali misure potrebbero rinverdire e rigenerare il calcio femminile?

“Il sessismo purtroppo esiste, ma non per tutti. Per rigenerare il calcio femminile serve ripartire da quei “non tutti”.”

 

Più in generale il calcio in Italia, pur restando lo sport dominante, sembra vivere da anni un momento storico di appagamento dopo i successi delle scorse decadi senza mai trovare la forza per rivendersi e rilanciarsi ad occhi europei e mondiali. Da che basi si può ripartire per tornare a mantenere alto un interesse commerciale unito a quello prettamente sportivo?

Io credo che la nostra Serie A sia molto rispettata. Non abbiamo nulla da invidiare a Liga, Premier o Bundesliga. Forse dovremmo coltivare più talenti italiani, ma questo discorso non devo farlo io. Non sono un allenatore. Dovessi farti il nome di un tecnico che apprezzo proprio perché lavora sui suoi giocatori sarebbe quello di Gasperini.

 

Si può discutere di come nel marasma dei nostri campionati spesso molti talenti, in campo o in panchina, vengono poco pubblicizzati o ignorati nonostante la loro bravura e competenza. Tra i tecnici lo stesso Maurizio Sarri, prima di vedersi riconosciuti i suoi meriti, ha dovuto lavorare in maniera dura nelle serie minori per tantissimi anni.

“Chiederei a Sarri se si è sentito trascurato prima di arrivare a Napoli. Detto questo, non è solo un bravo allenatore a rendere “grande” una squadra. Serve la squadra e lui ce l’ha.”

 

Non è un segreto che nelle tue vene scorra sangue blucerchiato: secondo te il progetto di Ferrero alla Sampdoria può avere un futuro radioso? Magari ripercorrendo le trionfali orme di Mantovani?

“Perché no? Speriamo che si innamori di quei colori come si innamorò Paolo Mantovani.”