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E’ un Luciano Spalletti in grande forma quello che si è presentato nella conferenza stampa di rito alla vigilia della difficile trasferta di Madrid di domani, la sua Roma è chiamata a compiere una vera e propria impresa per cercare di superare il turno di Champions League: “Noi dovremo fare la partita. Aggredire cosa vuol dire? Concedere sempre campo all’avversario? Non lo potremo fare”.

CONFERENZA STAMPA SPALLETTI Queste le parole in del tecnico giallorosso Luciano Spalletti nella conferenza stampa di oggi pomeriggio: “Il passaggio del turno nel 2008? E’ un piacevole ricordo ma ci sono pochi calciatori per fare questo riferimento. Quello che diventa importante è che i giocatori sappiano che qualsiasi partita dipende dalla forza che loro metteranno in campo. Il risultato dell’andata ci penalizza ma non devono pensare al risultato. Se uno scende in campo con l’idea di fare tre gol diventa difficile. Noi dobbiamo pensare a fare un gol, perché poi l’idea si ribalta. Questo è il pensiero che dobbiamo avere scendendo in campo. Loro hanno più vantaggi ma con un gol possiamo cambiare tutti”

Sulla possibilità di un suo futuro a Madrid “un bel pensier che viene fatto su di me. Quello che diventa fondamentale per me però è fare un’impresa domani, il resto non conta – continua poi l’ex Zenit – Essendo padrone della mia vita è sempre una scelta quello che poi vai a fare. Quando mi hanno contattato ho dato la mia disponibilità anche per giocare queste partite. E’ chiaro che poi ci sono anche dei risvolti che ti creano dei problemi e determinano delle arrabbiature ma il gioco è bello ed è una scelta di vita che ho fatto e spero di poterci convivere fino a che ne avrò la possibilità. Noi dobbiamo mandare un messaggio chiaro alla squadra. Tutti quelli che fanno questo lavoro sono esigenti. Io vado oltre, chiedo l’impossibile. Vedendo la mia squadra, anche in allenamento, mi sembrava che fosse disponibile a fare anche di più. Se è una cosa reale allora ci proviamo. Poi ci sono gli eventi che determinano la partita. Attualmente però noi non dobbiamo avere la debolezza di pensare di giocare per perdere. Chi vedo oggi che la pensa così, non gioca neanche in allenamento”.

Spalletti ha anticipato il probabile impiego dal primo minuto di Dzeko “Sta facendo il suo lavoro nella maniera corretta. La sua assenza è stata una scelta. Lui ha caratteristiche diverse da quelle che sono state le mie ultime scelte tattiche. Pensando alla partita e pensando al vantaggio del Real, Dzeko ha delle possibilità in più di aiutarci nel comportamento che dovremo tenere in campo. Lui ha solo una strada: quella di farmi vedere che può fare molto di più di quello che sta facendo – poi la chiamata – Il discorso riguarda principalmente Dzeko ed è possibile che lui parta dall’inizio. Perché c’è da fare qualcosa di più nei tentativi di penetrazione in un’organizzazione difensiva come quella del Real. Lui può forzare questo tipo di situazioni“.

Sul valore degli avversari di domani Cristiano Ronaldo? Non è la sua striscia positiva da temere ma il calciatore in se stesso e le sue qualità. Loro se entrano in campo e hanno la possibilità di giocare di rimessa come succede noi dovremo forzare qualcosa perché il risultato dell’andata ci penalizza troppo per quello che si è visto in campo. Però allo stesso tempo noi siamo stati sfortunati nei dettagli. Le intenzioni che abbiamo avuto andavano premiate. Andremo a giocare la partita come in quella precedente. Bale è un giocatore che sa fare tutto. Diventa facile fargli i complimenti. Se devo dispensare elogi però preferisco farlo per i miei giocatori e non su quelli degli altri”.

Sulla strategia della Roma “Dovremo capire il momento giusto per aggredire, mi aspetto che la squadra sia convinta di fare la partita. La gara di andata, dove abbiamo perso 2-0, se ripenso agli episodi, penso che poteva essere totalmente un altro risultato. Noi non siamo stati bravi a far girare a favore gli episodi, ma il ricordo può darci maggiore fiducia. Perché se avessimo fatto uno sforzo mentale in più avremmo anche potuto vincere. Non dobbiamo avere la paura di non farcela. Nel nostro calcio c’è stato un cambiamento radicale. Assomigliamo di più al calcio spagnolo. Se diamo il pallino a loro tutto diventa più difficile perché ci metterebbero sotto. Faremo un tentativo, proporremo il nostro calcio anche se non sarà facile. Attraverso quello potremo trovare qualche spazio in più per riuscire poi a importi. E’ semplice il discorso. Nell’allenamento c’è l’esaltazione della confidenza e del possesso palla. Questo disturba l’avversario e noi abbiamo le qualità per tenere la palla – poi riguardo al periodo di forma di El Shaarawy –  Ha trovato l’entusiasmo di una città, i calciatori a Roma sono sul divano. Se fanno le cose seriamente vengono percepiti in questo modo gli viene dato molto da parte dei tifosi. In me non ha trovato capelli, poi lui è un ragazzo che ha grande volontà e ha fatto tutto da solo. E’ venuto a Roma mettendosi in discussione perché nell’ultimo periodo non è stato all’altezza della sua qualità. Parlando anche con il suo procuratore prima che venisse, aveva le idee ben chiare sul comportamento che doveva tenere e sulla disponibilità. Io gli faccio i complimenti perché è un calciatore italiano forte che potremo avere a disposizione anche per Conte”.

Stefano Mastini

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