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bardi

Il buongiorno in genere si vede dal mattino ma non è sempre così. E’ il caso del portiere classe 1992, Francesco Bardi, di proprietà dell’Inter ed attualmente in prestito al Frosinone che dopo un inizio di carriera più che promettente il quale fece subito parlare di un nuovo fenomeno uscito dalla prestigiosa scuola di estremi difensori italiani, si è via via perso vedendo anno dopo anno e squadra dopo squadra il suo spazio assottigliarsi sempre di più, stoppando di fatto una crescita per tutti scontata.

TALENTO LIVORNESE E NERAZZURRO NEL DESTINO – Bardi inizia la sua carriera dapprima nelle file del Sorgenti Labrone per poi fare un salto deciso nel vivaio della squadra della sua città: il Livorno. La crescita in amaranto è rapida come quella di un predestinato, tanto da esordire in Serie A appena diciottenne nell’ultima giornata di campionato 2009/10 nel KO subito contro il Parma. Furono 4 le reti incassate ma sicuramente le più dolci della sua ancor giovane carriera. Nei sei mesi successivi rimase a fare apprendistato in Toscana senza mai giocare un minuto in Serie B fino alla prestigiosa chiamata dell’Inter. Bardi si trasferisce così con la formula della comproprietà in nerazzurro dove comincia a muovere i primi passi nella Primavera interista con la quale conquista anche un torneo di Viareggio e il titolo di miglior portiere della competizione. Biglietto da visita non male per il giovanissimo Francesco che nell’annata successiva ritorna a titolo temporaneo nella sua Livorno dove questa volta si impone immediatamente da titolare della porta amaranto nella serie cadetta dove riesce a collezionare 34 presenze. Il talento del numero uno toscano è evidente e l’Inter non ci pensa due volte a riscattare completamente il calciatore prima di cederlo nuovamente in prestito in Serie B a ‘farsi le ossa’ questa volta a Novara. Bardi dimostra ancora una volta grandi potenzialità ed una continuità di rendimento che gli permette ben presto di diventare un perno fisso anche della nazionale italiana Under 21 con la quale parteciperà anche a ben 2 campionati europei di categoria tra i quali quello in Israele del 2013 che vide gli azzurrini chiudere al secondo posto.

A questo punto il tempo di apprendistato sembra giungere al termine e nonostante non arrivi ancora una chance da parte dell’Inter con la quale non esordirà mai, Bardi fa nuovamente le valige per andare per la terza volta in carriera a Livorno, questa volta per giocarsi le sue carte in Serie A. Il salto di categoria non è proprio dei migliori almeno dal punto di vista dei numeri. L’attuale numero 25 del Frosinone infatti tra alti e bassi mette comunque in luce le sue doti ma la retrocessione della squadra e lo score negativo di ben 69 reti subite non depongono certo a favore della sua maturazione.

VOLI SOSPESI – Con un anno in più di esperienza anche in massima serie e a 22 anni compiuti sembra giunto il momento per compiere un salto di qualità decisivo per il prosieguo della carriera. La proprietà rimane così ancora una volta all’Inter che attende la sua crescita e lo spedisce in prestito questa volta in un più solido Chievo Verona dove la salvezza è il pane quotidiano. In gialloblu l’inizio è folgorante: nove presenze consecutive da titolare e un paio di partite letteralmente da incorniciare. Splendida la sua prestazione nella vittoriosa trasferta di Napoli nella quale sigillò il punteggio a suon di interventi da campione tra i quali spicca un calcio di rigore parato ad un campione vero come Gonzalo Higuain. Alla prodezza sul ‘Pipita’ fa presto seguito un altro rigore sventato questa volta a Pinilla. Nonostante non mostri segni particolari di demerito però la squadra non raccoglie risultati e il tecnico Maran opta per un cambio che ha per il momento messo in standby la carriera di Bardi: fuori il giovane livornese per lanciare il più esperto Bizzarri. L’ex Novara a quel punto non riuscirà più a schiodarsi da quella panchina se non per una sola eccezione nel finale di campionato a salvezza ampiamente acquisita.

SPAGNA-ITALIA – Archiviata la delusione per le panchine veronesi, l’Inter spedisce per l’ennesima volta il ragazzo in prestito in direzione Espanyol. Con la seconda squadra di Barcellona avrebbe dovuto maturare esperienza all’estero subentrando al partente Kiko Casilla, ma anche in questo caso le cose non vanno come sperato. In Liga infatti il povero Bardi non esordirà mai, collezionando panchine su panchine alle spalle del titolare Pau Lopez pronto a lasciargli per due volte il posto solamente in Copa dove riesce anche a collezionare un ammonizione e una presenza contro i marziani del Barça. Decisamente troppo poco. A gennaio l’occasione arriva ancora una volta dal calciomercato con il sesto prestito della sua breve carriera che gli permette di salutare la Spagna per far ritorno nel Bel Paese. La destinazione è Frosinone, con una squadra impegnata in una complicatissima lotta salvezza: nulla di nuovo insomma per Francesco che questa volta però non gode di fiducia immediata. Tra i pali infatti trova un altro talento italiano, Nicola Leali, tutt’altro che intenzionato a lasciargli facilmente il posto da titolare. Si tratta infatti dello stesso Leali che nella sua lunga esperienza in Under 21 gli faceva da vice. Fino ad ora però anche in terra ciociara Bardi non ha trovato fortuna, mettendo ancora una volta insieme soltanto panchine curiosamente proprio alle spalle dell’ex bresciano, in attesa di un rilancio che tarda ad arrivare.

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