Lazio, attenta a sottovalutare l’imbattuto Sparta Praga

Lazio, attenta a sottovalutare l’imbattuto Sparta Praga

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Il sorteggio senza testa di serie in quel di Nyon aveva fatto preoccupare non poco la Lazio ed i suoi tifosi, con i biancocelesti che avrebbero quindi potuto incontrare, fra le tante, grandi squadre come il Manchester United, il Borussia Dortmund o il Liverpool. Eppure la cerimonia presieduta da Gianni Infantino, che sarebbe poi diventato nel pomeriggio il nuovo presidente della FIFA, ha sancito come avversario dei capitolini lo Sparta Praga. Proprio i cechi erano la formazione “più desiderata” da tutti, quella con il minor blasone, ma anche una delle più sconosciute.

La Repubblica Ceca infatti non annovera grandi team nel suo principale campionato, la Synot Liga, con lo Sparta Praga e lo Slovan Liberec a contendersi ogni anno il titolo nazionale e le conseguenti qualificazioni in Europa. Gli avversari della Lazio quindi, annoverando ben 36 titoli cechi nel loro palmarès, sono piuttosto abituati ad affrontare palcoscenici europei, pur mancando della forza tale da permettergli un approdo alle semifinali o finali delle due competizioni continentali. Dal 2003 al 2015 però, la squadra della capitale ceca ha vinto 3 volte il campionato, piazzandosi però per ben 6 volte (7 contando la stagione in corso) in seconda posizione.

La stagione 2015/2016 sembra piuttosto in linea con le aspettative dei pronostici, con lo Sparta secondo in madrepatria (dietro lo Slovan Liberec) a 44 punti con solo 3 sconfitte rimediate in 19 incontri. Il cammino in Europa è stato invece piuttosto sorprendente ed iniziato col complicatissimo playoff di Champions League giocato contro il ben più quotato CSKA Mosca. I russi sono infatti riusciti a passare il turno solo con una rete di scarto, dopo un 2 a 2 maturato in Russia, il 3 a 2 a Praga ha eliminato i padroni di casa, usciti comunque dal campo a testa alta. Nei gironi di Europa League (raggiunti dopo aver superato il Thun nei preliminari) il sorteggio non è stato dei più semplici, con un girone composto da Schalke 04, Apoel Nicosia e Ast. Tripolis. Gli uomini di Ščasný però ne sono usciti senza subire sconfitte (pareggiando ben due volte contro i  blasonati tedeschi) e con ben 12 punti, solo due in meno dei biancoblù qualificatisi come primi. Lo Sparta ha mantenuto la sua “invincibilità” anche contro i russi del Krasnodar superati con uno score di 4 a 0 nei due match dei 32esimi di finale.

Proprio come la Lazio quindi anche i cechi arrivano all’andata dei sedicesimi imbattuti e con uno score assolutamente positivo. Sembrerebbe quindi un errore sottovalutare la formazione granata che risulta sicura e consapevole dei suoi mezzi in ogni match, al di la dell’avversario che incontra. Non è da sottostimare poi un reparto offensivo assolutamente in forma e vivace con le due punte, Lafata e Fatai che contano insieme uno score attuale di 30 reti, più di quanto abbiano fatto in stagione Matri, Klose e Djordjevic. Inoltre il modulo proposto dal tecnico Ščasný è un 3-4-1-2 a trazione anteriore, sorretto dalla leadership del 27enne Dockal e dalle spinte laterali di Krejcì e Nhamoinesu. Questa struttura fortemente improntata all’attacco e sostenuta da un caldo pubblico di circa 17mila tifosi di media, metterà a dura prova la retroguardia invece piuttosto debole a disposizione di Stefano Pioli. La tattica del contropiede potrebbe essere quindi quella più indicata per i biancocelesti, che dovrebbero provare a sfruttare gli inevitabili spazi concessi dalla formazione ceca.

Quel che è certo è che, anche trattandosi di un sedicesimo di finale, e come dimostrato dalle sconfitte di Napoli e Fiorentina, il passaggio del turno risulta tutt’altro che scontato. Lo Sparta Praga scalda i motori in vista di giovedì, riuscirà la Lazio ad esprimersi ad alti livelli nell’unica competizione ormai rimasta alla sua portata?