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Nel post partita di Real Madrid-Roma, Luciano Spalletti non le manda a dire ai suoi giocatori. Il tecnico dei giallorossi si è detto molto deluso per il risultato ottenuto e angosciato dal vedere soddisfazione generale nel ricevere complimenti dopo una sconfitta e un’eliminazione. “Siamo ancora deboli” è la chiosa del mister toscano ai microfoni di Premium Sport:

“Se non fai gol e poi gli altri lo fanno è inutile andare a recriminare: 2-0 all’andata e 2-0 al ritorno, il Real ha meritato. La realtà dice che abbiamo perso. Se potevamo fare di più? Per quello che si è visto probabilmente sì. Ma dobbiamo crescere come mentalità, cattiveria e convinzione: siamo ancora deboli, c’è poco da fare. Alla prima difficoltà non riusciamo ad essere quella squadra di quel livello che dovremmo avere. L’assenza di Nainggolan? Probabilmente avrebbe giocato, ma il modulo sarebbe stato questo. Forse la partita dell’andata è arrivata troppo presto, ma si deve fare di più: in futuro sicuramente metteremo a posto qualcosa. Ma se siamo contenti o tranquilli dopo aver perso due partite 2-0, allora mi viene l’angoscia: dobbiamo crescere velocemente, bisogna fare meglio. Non voglio tirare dentro il lavoro di chi mi ha preceduto, che comunque è stato un buon lavoro: ognuno ha i suoi metodi. Dico solo che dobbiamo fare dei balzi, non dei passettini in avanti, perché la nostra rosa ce lo permette. Quando in spogliatoio vedo i volti tranquilli dei giocatori che aspettano di farsi fare i complimenti per la buona prestazione, mi viene una sensazione di malessere. La testa è fondamentale: il pensiero che far parte della Roma è importante come far parte di una famiglia, crea solidità. Secondo me stasera ci è andata anche bene. Non siamo migliorati tanto su quella forza mentale e la differenza è tutta lì: uno rientra nello spogliatoio ed è arrabbiato, non si rende conto dell’occasione che ha buttato via questa sera. Ci sono partite che rimarranno nella storia del calcio, per sempre, e questa è una di quella: ti apre una scorciatoia verso il calcio mondiale, più di quella che ti danno 38 partite in campionato”

Chi può tornare a casa con un mezzo sorriso è il capitano Francesco Totti, accolto da una vera e propria standing ovation del Bernabeu al momento del suo ingresso in campo. Il capitano giallorosso ha apprezzato il gesto dei tifosi spagnoli: “E’stata una emozione grandissima, l’unico rimpianto che ho avuto .Qui ho vissuto ricordi bellissimi, vuol dire che al calcio ho dato tanto. Sono stati ringraziamenti di uno stadio strepitoso. Cosa è mancato stasera? Sono mancate un po’ di cose ma mi godo questo momento”,

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