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Il colombiano Ivan Ramiro Cordoba è stato uno dei giocatori più rappresentativi nell’Inter dei primi anni duemila: da calciatore è diventato dirigente del club, ricoprendo il ruolo di team manager fino al 2014. Intervistato da Corriere TV a proposito della sua Inter non ha risparmiato un pesante attacco all’ex allenatore Walter Mazzarri: “Non c’è stato un’anima nella sua gestione dell’Inter, aveva delle idee ma non è riuscito ad applicarle. Ha fatto un ottimo lavoro con Reggina e Napoli, ma la dimensione dell’Inter per lui è stata troppo grande“.

Parole al miele invece per l’indimenticato Josè Mourinho, attaccando ancora Mazzarri in proposito: “Ha pochi dubbi sul suo fare in quanto alla squadra e alla partita. Lascia pochissimi dettagli al caso o alla sorte, quasi niente. Con questo diminuisce la possibilità di pensare che ‘siamo stati sfortunati, ha piovuto troppo’“.

Il gruppo Inter secondo il colombiano è sempre stato forte e coeso: “C’erano certezze che si sono costruite in tanti anni di lavoro. Molti parlavano della presenza di clan all’interno dello spogliatoio, invece il nostro era un gruppo forte. Poi era bello anche passare del tempo con i nostri cari. Thohir è sicuramente meno passionale di Moratti, del mio addio all’Inter non voglio parlare, sono successe tante cose. Nel calcio, al contrario della vita, si può sbagliare e poi rimediare. Non sono mai voluto andare al Milan, volevo lasciare un mio segno nella storia dell’Inter: la mia intenzione non era solo quella di apparire nelle figurine Panini”.

Chiusura dedicata a Papa Francesco, tifoso del San Lorenzo, squadra nella quale il calciatore colombiano ha militato per due anni: “Veniva a vedere le partite allo stadio, ma io non lo sapevo. Spero di avergli fatto cosa gradita giocando nel San Lorenzo e magari nel corso di una delle partite mi avrà dato la sua benedizione”.

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