Suarez nostalgico: “Volevo tornare, seguo sempre il Liverpool”

Suarez nostalgico: “Volevo tornare, seguo sempre il Liverpool”

Luis Suarez

Nella carriera di un calciatore esistono luoghi indimenticabili, posti magici, luoghi del passato sempre attuali dove ritornare ha il sapore malinconico della nostalgia, ma in cui è sempre un piacere fare un salto per salutare vecchi amici. Luis Suarez, attaccante del Barcellona, ha costruito la sua carriera step by step, transitando, prima di approdare in Spagna nel club più forte al mondo, anche dalla Premier League inglese, indossando per tre stagioni e mezzo la maglia del Liverpool.

Idolo indiscusso dei tifosi della Kop, è passato in blaugrana per la cifra record di 75 milioni di euro, andando a comporre assieme a Messi e Neymar uno dei tridenti più prolifici della storia del calcio, incubo di tutte le difese avversarie. Rimpianto in Inghilterra, con il Liverpool che dopo la sua partenza non è più riuscito a lottare per il titolo (sfiorato dal Pistolero nell’incredibile stagione 2013-2014), Suarez è tornato a Liverpool ospite del centro sportivo di Melwood per salutare i suoi vecchi compagni di squadra e riassaporare per qualche ora l’aria a lui tanto cara.

“Ho passato un ottimo periodo di tre anni e mezzo qui – ha dichiarato a Liverpoolfc.com- un periodo importante della mia vita e non è una cosa che si dimentica questa. Cerco sempre di guardare le partite del Liverpool, di seguirne i risultati. Quello dei Reds è stato un club importante nella mia vita. E’ stato fantastico rivedere i ragazzi. Adoro le persone che lavorano qui, mi mancano e per questo motivo ho sentito il bisogno di tornare. Ho tanti ottimi amici qui”.

Arrivato a Liverpool dal Psv nel gennaio 2011, Suarez ha messo a segno 69 reti in 110 presenze complessive con la maglia dei Reds. La sua esperienza inglese è stata tuttavia alquanto tribolata a causa di alcune delle intemperanze in campo che lo hanno reso famoso al pari dei gol realizzati; nel dicembre 2011, venne squalificato per 8 giornate dopo gli insulti razzisti ai danni di Patrice Evra, mentre il morso al braccio di Branislav Ivanovic durante un Liverpool-Chelsea dell’aprile 2013 gli costò ben 10 turni di stop.