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toni

Con gli Europei del giugno prossimo ormai alle porte, è tempo di scelte definitive per il nostro ct Antonio Conte. Se in difesa ci si affiderà con tutta probabilità alla collaudata retroguardia bianconera e a centrocampo tutto ruoterà attorno al talento di Marco Verratti, è in attacco che persistono i dubbi maggiori. A lanciare l’allarme sul momento storico degli attaccanti italiani, è Luca Toni, campione del mondo in Germania nel 2006, che a 38 anni continua a segnare con la maglia del Verona.

Nel corso di un’intervista alla rivista “Undici”, l’eterno goleador modenese, ha tracciato un quadro della situazione in generale, dando un giudizio sugli attuali attaccanti di casa nostra e sui giovani che si affacciano al grande calcio. “Adesso gli attaccanti non vanno più di moda. Non ci sono più le prime punte come me o come Ibrahimovic. Adesso ci sono tutti questi falsi nove, e pochi italiani che vengono fuori. Non so dirti il nome di un mio erede. Quando ero in Nazionale, tutti gli attaccanti erano titolari e facevamo dai 20 ai 25 gol, adesso non ce ne è uno che gioca titolare in una grande squadra, e se arrivano a 15 gol in società fanno festa. Io pensavo che il problema fosse dei tanti stranieri. Ma allo stesso tempo vedo giovani diversi da quello che ero io da giovane. Una volta avevi più fame, adesso i giovani con tutta l’attenzione che c’è, con i social network, fanno due partite e si sentono giocatori… sono molto distanti dai mei tempi. È un problema di una generazione che va oltre al calcio”.

Il problema della mancanza di attaccanti all’altezza in grado di ben figurare a livello internazionale, potrebbe condizionare non poco i risultati della Nazionale; Pellè e Eder vivono un momento di appannamento, Immobile sembra sulla strada giusta per tornare quello di due stagioni fa, Balotelli pare ormai fuori dai giochi, mentre l’implacabile Pavoletti di qualche settimana fa ha subito un infortunio sul più bello.

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