Ghoulam, terzino a tutta fascia: ecco l’ennesimo capolavoro di Sarri

Ghoulam, terzino a tutta fascia: ecco l’ennesimo capolavoro di Sarri

napoli lazio ghoulam

In una città che di miracoli se ne intende, in tanti attendevano anche quello sportivo dopo la fine dell’era Benitez e l’azzeramento del progetto tecnico che avrebbe dovuto portare il Napoli ai vertici del calcio europeo. Con la primavera ormai alle porte, è ora di bilanci per gli azzurri di Maurizio Sarri, artefice principale del miracolo Napoli, in grado di rivalutare gli stessi giocatori bocciati nei due anni precedenti e farli rendere al meglio.

Faouzi Ghoulam, terzino sinistro algerino classe ’91 prelevato dal Saint Etienne nel gennaio 2014, sembrava destinato a diventare uno dei tanti stranieri transitati nel nostro campionato senza lasciare tracce. Fino all’arrivo del tecnico toscano che, come già accaduto per i suoi compagni Albiol, Koulibaly, Jorginho, Hamsik e Higuain, l’ha trasformato nel miglior terzino sinistro della serie A per rendimento, presenza, peso specifico e capacità di accompagnare l’azione offensiva. Alzi la mano chi è pronto ad affermare il contrario e contestarlo, come accaduto in passato, fino a metterne in dubbio la permanenza ai piedi del Vesuvio; il club del presidente De Laurentiis ha creduto nella sue qualità, respingendo al mittente tutti in tentativi e le offerte ricevute nel corso di una caldissima estate di mercato. Occorreva solo tempo per lavorare sul ragazzo, migliorandone concentrazione e predisposizione alla fase difensiva, sincronismi e meccanismi di inserimento senza palla, fino a farne il fluidificante perfetto, quello che tutti vorrebbero ma che nessuno ha (almeno in Italia).

Provare per credere. Grazie a una struttura fisica degna di un corazziere e una facilità di corsa a tratti disarmante, Ghoulam gioca spesso, soprattutto nelle gare contro squadre corte e organizzate, come un’ala aggiunta, favorito da Insigne che tende ad accentrare la propria azione, lasciando al compagno la possibilità di lanciarsi senza palla nello spazio libero e ricevere il passaggio della mezzala. Un movimento ripetuto all’infinito in allenamento, mandato a memoria da interpreti infallibili e puntuali, prodotto in quantità nelle ultime settimane fino alla sua apoteosi nel match con il Chievo Verona. Inutile cercare di prevederlo per via della velocità con cui Ghoulam doppia gli avversari, prima di sfornare cross pericolosissimi, variando frequentemente la traiettoria. Agli osservatori più attenti, non sarà certamente sfuggita, l’impressionante somiglianza delle due reti di Higuain ai clivensi tra andata e ritorno; anche a Verona, fu un cross di prima intenzione dell’algerino appena fuori dall’area di rigore a ispirare l’istinto del goleador del Pipita, letale nell’anticipare Cesar anche al San Paolo pochi giorni fa, sempre su imbeccata mancina del terzino.

24 partite, 4 assist (3 più un autorete provocato), una percentuale altissima di passaggi riusciti spesso decisivi (87%), 26 azioni pericolose create, 66% di duelli vinti. Numeri inequivocabili che confermano una crescita evidente, soprattutto se paragonati a quelli del giocatore svagato e spesso sottotono della scorsa stagione; da ex esterno alto, Ghoulam ha fatto fatica ad abituarsi ai ritmi e al modo di stare in campo del nostro campionato ma evidentemente valeva la pena insistere. In fiducia e conscio dei propri mezzi, fisici e tecnici, ecco l’ennesimo capolavoro di un tecnico che ha capito come sfruttare il potenziale a disposizione, costruendo una catena di sinistra capace di muoversi all’unisono e non sfigurare contro qualsiasi avversario. Del Ghoulam vecchio stampo, non c’è più traccia e fa sorridere oggi pensare al modo in cui l’abbraccio dei compagni lo sommerse dopo l’assist, direttamente da rimessa laterale, a Higuain nei quarti di finale di Coppa Italia contro l’Inter (4 febbraio 2015); quasi più decisivo da fermo si diceva, prima dell’avvento di Sarri, uno che crede ai miracoli figli soltanto del lavoro quotidiano sul campo.