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Rivedere i gol di Matthew Le Tissier è uno spettacolo per gli occhi. Parabole leggiadre e sfere infilate nel sette. Con una facilità disarmante, come se l’essenza stessa del gol fosse scagliare il pallone laddove nessun portiere potesse arrivare. Ma ciò che più impressiona è la preparazione al tiro. Stop di tacco a seguire, sombreri, dribbling secchi, pallone alzato al cielo per poi colpirlo al volo. Tutto eseguito con estrema naturalezza da un uomo di circa un metro e novanta e tanti, forse troppi, chili per il professionismo.
La storia di quest’uomo è un tripudio d’amore ed anarchia, di reti magnifiche e treni lasciati passare con assoluta indifferenza. Per una sola maglia che valesse la pena di indossare. Bianca e rossa, con il numero 7 stampato sulla schiena.

Destinazione Southampton

Matt nasce nel 1968 a Saint Peter Port, centro maggiore della piccola isola di Guernsey, nel bel mezzo della Manica, più vicina alla Francia che al Regno Unito. Guernsey è un’isola di pescatori e agricoltori, nota per essere un paradiso fiscale inserito nelle black-list di tutto il mondo e porto di passaggio per scrittori ed artisti. In questo lembo di terra Victor Hugo in esilio vi scrisse “i Miserabili”. Le Tissier lascia l’isola a soli 15 anni per salpare verso la contea dell’Hampshire destinazione Southampton, nel basso Regno Unito. Un paio d’anni di giovanili e a 18 anni, nel 1986, l’esordio in prima squadra. Dopo quel giorno dal campo non vi è più uscito.

Matthew_Le_TissierMainAlto, brutto e spesso sovrappeso, è stato l’emblema di una splendida generazione di talenti d’oltremanica affezionati tanto al rettangolo verde quanto alla bottiglia. Una figura eccentrica e allo stesso tempo normale, lontano dagli stereotipi moderni del calciatore icona di stile. Incastonato tra le figure mitiche della Premier League, ha disegnato calcio per ben 16 anni e infiammato i cuori dei tifosi del Southampton. I detrattori lo accusano di non aver avuto il coraggio di fare il salto di qualità quando mezza Europa lo ha corteggiato. Il Tottenham lo avrebbe riempito di sterline. Gli ammiratori all’estero non mancavano.

Matthew Le Tissier “Le God”

Ma Matt per i tifosi “Saints” era diventato “Le God” e quando il tuo talento ti trasforma in divinità è difficile, se non impossibile, abbandonare chi ti venera. I veri uomini non tradiscono. Pur di rimanere al Southampton ha distrutto il matrimonio con la moglie Cathy, ha preferito continuare a bere pinte di birra nei pub vicini al porto piuttosto che tentare l’avventura nelle capitali del calcio inglese. 443 partite e 162 gol segnati. Di questi 47 siglati su rigore su 48 calciati. Un piede magnifico che gli ha permesso di segnare valanghe di gol da fuori area. Apparentemente statico riusciva a liberarsi al tiro con una facilità imprevedibile, nonostante la fisicità non brevilinea.

La sua arena era lo stadio di casa, “The Dell. Qui era indiscutibilmente il re; si racconta che i tifosi avversari venissero appositamente da ogni angolo di Inghilterra per gustarsi le magie di Le Tissier. “Le God” è andato in doppia cifra ben 8 volte in campionato riuscendo a superare addirittura i 20 gol sia nel campionato 93/94 che nel campionato 94/95. Tutto ciò pero’ non gli valse l’attenzione dei vari ct inglesi. Le Tissier avrebbe potuto scegliere svariate Nazionali: Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda del Nord. L’isola di Guernsey è una dipendenza della Corona Britannica ma non appartiene al Regno Unito, avendo governo autonomo. Dunque Matt sarebbe potuto essere il faro in nazionali secondarie. Preferì l’Inghilterra, ma la sua avventura contò solo una manciata di presenze. Essere “Le God” nello stadio dei “Saints” probabilmente non era abbastanza.

Lontano dai riflettori

Una carriera passata a rincorrere salvezze lontano dai riflettori, con colpi impensabili e dribbling fulminei, per la gioia dei tifosi di casa. Una carriera anarchica che ha rifiutato ogni sirena ambiziosa per mantenere intatta la pura gioia del gioco. L’ultimo gol di Le Tissier è un testamento impresso a fuoco nel cuore dei tifosi del Southampton. Il 19 Maggio 2001 si giocava l’ultima partita al “The Dell” (che venne poi sostituito dal St Mary’s Stadium), Southampton – Arsenal; partita insignificante ai fini del risultato, ma pur sempre degna chiusura per uno stadio storico. Sul risultato di 2 a 2, Le Tissier, al rientro da un lungo infortunio, entrò in campo. Passarono pochi minuti e Matt dal limite dell’area sferrò un sinistro in controbalzo che finì all’incrocio. 3 a 2 e partita in cassaforte. Solo “Le God” poteva mettere i sigilli al “The Dell”. E solo in quel modo.

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