Tacconi attacca Sacchi: “Senza gli olandesi non avrebbe vinto nulla”

Tacconi attacca Sacchi: “Senza gli olandesi non avrebbe vinto nulla”

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Stefano Tacconi risponde ad Arrigo Sacchi. L’ex portiere della Juventus ha replicato alle dichiarazioni dell’ex allenatore del Milan: “Non sono d’accordo assolutamente con quello che dice l’ex c.t. della Nazionale. Chi vince fa sempre divertire e anche la mia Juve, spesso criticata e definita ‘catenacciara’, dava spettacolo avendo in organico grandi campioni e ottimi gregari come Bonini, Favero e Brio. Sacchi è stato fortunato perchè ha vinto grazie agli olandesi. Senza di loro non avrebbe alzato nessun trofeo continentale. Sono i calciatori che fanno l’allenatore e non il contrario. Avere Van Basten, Gullit e Rijkaard è stata la sua fortuna, anzi vorrei aggiungere che per lo spessore tecnico che aveva il suo Milan, poteva vincere molto di più. Sacchi non ha giocato a calcio e quindi non conosce certe dinamiche e credo che non ne capisca poi così tanto. Che senso ha paragonare una squadra come la Juve, che l’anno scorso è arrivata in finale di Champions, al Rosenborg che non ha passato mai la fase a gironi?”. Arrigo Sacchi ai microfoni di LaPresse, ha dichiarato: “La Juve è dieci anni avanti a tutte le altre per coesione e competenza. Il suo limite sono i verbi. Noi al Milan ne coniugavamo tre: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ‘Ma in Italia continua a vincere’. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica”. E poi ha elogiato l’attuale allenatore della Juventus: “Io divido gli allenatori in tre categorie. La prima è quella che comprende un piccolo drappello di geni, di innovatori, che mettono il gioco al centro del loro progetto. La seconda è quella degli orecchianti che seguono la moda senza sapere un granché. La terza riguarda quelli orgogliosamente aggrappati al passato, che fanno della tattica esasperata il loro modus operandi, che sono ingessati a un solo sistema di gioco. Allegri è una via di mezzo tra le prime due: è un grande tattico, sa cambiare in corsa, però non deve accontentarsi solo di vincere”.