L’infanzia difficile di Zukanovic: “Durante la guerra sono scappato in Germania”

L’infanzia difficile di Zukanovic: “Durante la guerra sono scappato in Germania”

zukanovic

Ervin Zukanovic, difensore della Roma, è intervenuto ai microfoni di Roma Radio: “Sarajevo mi manca. È una città storica e lì ho la famiglia e gli amici. Durante la guerra sono scappato in Germania e poi sono tornato. Dzeko, invece, ha vissuto 5 anni con la guerra. Quando ero piccolo giocavo come mediano, poi sempre difensore sia centrale che terzino. Spalletti è molto carico e noi dobbiamo fare quello che ci dice. Ora siamo più organizzati. Dopo Real Madrid-Roma siamo dispiaciuti, è un peccato ma bisogna andare avanti, vogliamo andare in Champions League. Udinese-Roma? Dobbiamo fare il nostro calcio. Nessun avversario è semplice da affrontare in Italia”.  Proprio l’attaccante della Roma, Edin Dzeko, in esclusiva a “La Gazzetta dello Sport” raccontò la sua infanzia: “A me come a tanti bambini hanno rubato l’infanzia. È stato il periodo più brutto della mia vita. A Sarajevo vivevamo in 15 in 37 metri quadrati. Ci svegliavamo a volte senza avere quasi nulla per fare colazione. Mio padre era al fronte e tutti i giorni, quando suonavano le sirene, avevo paura di morire. Andavamo nei rifugi senza sapere mai quanto tempo dovevamo restarci. Certe esperienze rendono più forti e fanno apprezzare la vita nei momenti giusti. Quando hai avuto paura per la tua vita e quella dei tuoi familiari, i problemi del calcio sono niente al confronto. Non ho segnato? Fa niente, segnerò alla prossima partita. Le cose importanti sono altre. In Bosnia faticano a credere nei giovani. Il club poi aveva bisogno di soldi e anche se quella cifra sembra bassa, per loro era importante. Oggi ringrazio chi mi ha venduto e non ha puntato su di me. Da ragazzo, l’Italia era il miglior Paese al mondo per il calcio e ora ho voluto mettermi alla prova. Certo, stadi nuovi possono aiutare a crescere ancora com’è avvenuto in Germania e in Inghilterra. Sugli scandali, meglio non parlare di cose che non ho vissuto. Alcune cose magari sono vere, altre no”.