Allegri: “Fanno tutti i professori…Nella mia vita ho fatto tanti errori”

Allegri: “Fanno tutti i professori…Nella mia vita ho fatto tanti errori”

allegri 2015

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, racconta la sua vita privata al magazine GQ. Ecco le sue dichiarazioni:

RELAX -“Appena posso vado a casa per sentirmi di nuovo Massimiliano, giocare a briscola con gli amici, correre nel gabbione dei Bagni Fiume ­fino a farmi venire le vesciche. La maglia della mia prima squadra, quella dei portuali, la indossai a 9 anni. Giocavamo con il sole, con la pioggia, persino con la neve. Certe volte, tornando a casa, pareva che nella borsa avessi il piombo”.

PRIMA SQUADRA – “La prima squadra che mi offrì un contratto, il Cuoiopelli, pagò il mio cartellino 6 milioni di lire. Avevo 17 anni. Ero felice. Eccitato”

TEMPO LIBERO – “Mi dà grande gioia. Rasserena, rimette in pace con il mondo. Lo consiglio ai miei giocatori. Non si può essere concentrati per 24 ore al giorno. È un indizio di malattia”

ALLENATORE – “Amico no, carceriere mai. Non recludo i calciatori, li responsabilizzo. Le soluzioni devono trovarle da soli. Altrimenti quando saranno senza aiuto non sapranno a che santo votarsi. Detesto gli yes-men e cambio idea perché non la considero una debolezza, ma un modo di crescere. So di non avere sempre ragione. Se ce l’avessi e dicessi solo cose giuste, sai che palle?”.

PRESIDENTI – “Cellino, Berlusconi, Squinzi, Agnelli, Gaucci, Piero Camilli, con la sua follia, a Grosseto. Tutti importanti. Berlusconi mi esonerò? Me lo comunicò Galliani, poi il giorno dopo mi telefonò Berlusconi. Hanno romanzato tanto, inventando dissidi e complotti, ma la verità è che con il Berlusca ho sempre avuto un ottimo rapporto. È simpatico. Anzi, molto simpatico. Poi se mancano i risultati ci si può dividere, ma il rispetto reciproco non è mai mancato”

JUVENTUS-NAPOLI – ‘Quando tutti pensano di farmi il funerale poi si ricredono, adesso inizio a divertirmi io’, dissi. Ma non porto mai rancore, è una fatica inutile. Il calcio è una chiacchiera da bar”.

CALCIO – “Fanno tutti i professori, parlano di tattiche e schemi, ma la verità è che nel pallone non si inventa nulla dal ’92, dall’abolizione del passaggio indietro al portiere. Il resto sono puttanate. Nella vita ho fatto tante cazzate e sulla mia carriera di allenatore nessuno avrebbe scommesso un mezzo caffè. «Allegri è un coglione», dicevano. «Gioca al Casinò, punta sui cavalli, ha lasciato la sposa sull’altare, è solo una testa matta». Diventare chi sono è stato sfi­dare un pregiudizio. Dimostrare che le origini hanno un senso: vengo da Livorno, sono di scoglio e lo scoglio, come si sa, è duro. A Livorno si dice: «Meglio invidiati che compatiti». Mi pare renda l’idea”.