Ausilio: “Ecco i miei grandi colpi, Mancini rimane sicuramente”

Ausilio: “Ecco i miei grandi colpi, Mancini rimane sicuramente”

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Il ds nerazzurro Piero Ausilio ha rilasciato un’interessante intervista a Libero, in cui ha parlato della stagione dell’Inter, ma anche dei suoi colpi di mercato in passato. Di seguito i passaggi più significati della sua intervista.

INSIEME CON MANCINI – “Lui vuole restare, noi vogliamo continuare con lui a prescindere dal terzo posto“, le parole del Ds che poi ha precisato: “Non è vero che la completa gestione è nelle sue mani, all’Inter si lavora tutti insieme: società, tecnico, giocatori. Ogni decisione è ponderata con il mister e avallata dal presidente. Non c’è alcuna ‘dittatura’ Mancini”.

L’ACQUISTO DI EDER – “Con Roberto avevamo pensato a Soriano, ma in quel momento la squadra faticava in zona gol. Era previsto un cambio di modulo e abbiamo preferito Eder, un giocatore meraviglioso che ci ha messo pochissimo a entrare in gruppo”.

FUTURO CHIARO – “Thohir ha un piano chiaro che va oltre la classifica. Con la UEFA abbiamo sottoscritto un contratto e lo stiamo rispettando, non c’è alcun rischio che si faccia la fine del Galatasaray”.

PROSSIMI COLPI – “Stiamo seguendo Soriano, su Banega non posso dire nulla perché è tesserato per il Siviglia. Erkin fa parte dei parametri zero che ci piacciono. Per i riscatti abbiamo deciso con Mancini che faremo le definitive valutazioni al termine della stagione. Compreso Jovetic, un professionista serio che non sta giocando solo perché è infortunato. Chiaro che la partecipazione alla Champions cambierà il nostro modo di operare, ma prenderemo 4-5 giocatori. Per l’anno prossimo abbiamo puntato un giocatore della Serie A offensivo e duttile”.

CAPOLAVORO MARIO – “Il mio capolavoro? Balotelli. L’abbiamo comprato a 300mila euro e rivenduto a 25 milioni. Se non l’avessimo preso noi sarebbe finito in Svizzera. Il flop è M’Vila, ho avuto la presunzione di pensare che potesse tornare ad alto livello. Un rimpianto? Dybala, ci abbiamo provato con tutte le nostre forze. Ma il vero rimpianto è quando partono giovani come Destro e Bonucci, in ogni caso il sacrificio è legato all’arrivo di campioni come Milito e Thiago Motta, rimane il dispiacere ma non il rimpianto”.