Consigli: “Adoro Irvine Welsh, in ritiro giochiamo ancora a briscola a cinque”

Consigli: “Adoro Irvine Welsh, in ritiro giochiamo ancora a briscola a cinque”

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Andrea Consigli, portiere del Sassuolo, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de “La Repubblica” a poche ore dalla sfida contro la Juventus. Ecco tutte le sue dichiarazioni:

IMBATTIBILITA‘ – “All’inizio non ci fai caso, poi crescono le prestazioni e l’autostima, pensi di poter prendere tutti i palloni, fai parate incredibili. Finché non arriva un gol a riportarti sulla terra. Non puoi restare solo rinviare il momento”.

BUFFON – “Per tutti quelli nati dopo di lui, Gigi è un punto di riferimento. È stato a lungo il più forte del mondo, poi ha saputo compensare
quel po’ che l’età gli ha tolto con l’esperienza e la qualità di lettura delle giocate. Quest’anno non ha fatto le parate di Handanovic, ma è ancora quello che sbaglia di meno”.

SASSUOLO-INTER – “Partita storta e irripetibile. Non ci dormii. Qui c’è un progetto solido, il club ha azzeccato tutti gli acquisti, Di Francesco ha dato un filo logico col suo metodo di gioco e la creazione di un clima disteso e familiare. In ritiro giochiamo ancora a briscola a cinque…”.

PORTIERE – “Io vengo da Cormano, classica periferia milanese senza un cinema né una piscina ma con più squadre che abitanti. Mamma Delia casalinga, papà Romano rappresentante, un fratello maggiore, Luca, che lasciò l’Inter per girare il mondo come kitesurfer. Ho cominciato a 4 anni, da attaccante, gli altri erano grossi e non toccavo palla. Dissi al presidente: o mi fai stare in porta o non vengo più. Facevo la punta il sabato con i coetanei, il portiere la domenica con i più grandi. L’Atalanta la prima volta mi notò per una doppietta… Un giorno i miei genitori, senza dirmi nulla, mi portarono al campo militare a Bergamo: un provino a sorpresa, lo passai. Come portiere. A un patto: sarei rimasto al mio paese per terminare le elementari. I miei perciò rifiutarono il Milan e l’Inter”

NUMERO MAGLIA – “Volevo il 27, il giorno in cui sono nato, ma a Bergamo l’aveva Doni. Il 47 mi affascina, è un numero primo, e sapevo che l’avrei trovato sempre libero”.

OLIMPIADI 2008 – “A Pechino ho capito che noi non siamo il centro del mondo e nello sport ci sono atleti molto più preparati. Nel calcio c’è troppa rigidità, dal ritiro alla tavola, noi stiamo lontani da birra e coca-cola ma quelli dell’Nba mangiavano Mcnuggets. E hanno il doppio delle pressioni”

LETTURA – “Adoro Irvine Welsh e il filone della chemical generation. Ma anche l’Inghilterra di John King e i gialli di Edward Bunker. In Italia, Pinketts e Grugni”

SUGAR – “Ammiro Sugar Ray Leonard, un pugile che ha rivoluzionato la boxe dei picchiatori con il suo stile, la guardia bassa, il gioco di gambe. Per anni ho scritto il suo nome sui guanti. Ora porto le iniziali di Alessandra, mia moglie, e Ginevra, mia figlia. Si cresce”.