Bologna, la concentrazione dura un tempo. Ma serve anche l’altro

Bologna, la concentrazione dura un tempo. Ma serve anche l’altro

marchisio destro bologna juventus

Bologna double face in questo campionato: imbattibile nel primo tempo ma spesso troppo perforabile in difesa nel secondo.

La sconfitta a San Siro contro l’Inter non ha di certo scalfito il buon campionato del Bologna di Donadoni: la squadra, da quando il tecnico si è seduto sulla panchina felsinea, ha fatto sempre meglio e sarà quasi certamente la prima compagine nella storia a salvarsi dopo aver perso sette delle prime otto partite di campionato. L’ex tecnico della Nazionale e del Napoli ha lavorato moltissimo sulla mentalità dei suoi calciatori: ciò lo si può riscontrare anche in un particolare dato statistico che testimonia la bontà del suo progetto rossoblu.

Il Bologna, infatti, è la squadra che in questa Serie A è riuscita a subire meno gol di tutti nei primi tempi: quella di ieri contro i nerazzurri è stata la ventiquattresima partita senza reti subite nei primi 45′ da parte del team. Un dato veramente importantissimo, che fa comprendere attentamente come spesso la preparazione della prima parte di gara da parte dei calciatori della neopromossa rasenti la perfezione. L’altra faccia della medaglia, però, potrebbe indurre ad altrettante analisi di giusto impatto.

Se nel primo tempo le cose vanno benissimo, spesso il Bologna nel secondo tempo si trasforma in negativo: vuoi per la stanchezza o per una questione psicologica, i rossoblu finiscono per subire inevitabilmente troppe segnature che rischiano di pregiudicare il risultato finale. La tendenza pareva essere rientrata dopo i tre 0-0 consecutivi prima dell’incontro svoltosi ieri: l’Inter, però, ha messo nuovamente a nudo le difficoltà della squadra nelle seconde frazioni. Non è raro infatti che il Bologna, nel corso della stagione, abbia subito rimonte o perso partite proprio dopo un calo nella ripresa: un aspetto su cui Donadoni avrà certamente voglia e tempo di lavorare, per migliorare ancora di più le prestazioni di una squadra che può già navigare a prescindere in acque più che tranquille. Per raggiungere la maturità definitiva, però, non basta un tempo solo: dalla prossima stagione, probabilmente, servirà anche l’altro.