Tra colpi di testa e nuovi capitani, questa Inter non è bluff

Tra colpi di testa e nuovi capitani, questa Inter non è bluff

Miranda

Contro il Bologna l’Inter trova la seconda vittoria consecutiva in campionato, la quarta di fila in casa. Un match assolutamente dominato contro un avversario tutt’altro che abbordabile. Il treno Champions è sempre lì, contro la Roma vale una stagione.

THE INTER PATIENT – Stava guarendo l’Inter, si era già intravisto qualcosa nelle ultime uscite ma non era ancora il momento di dirlo ad alta voce. Due indizi, le vittorie contro Juventus e Palermo, dopo gli oltre due mesi di blackout non potevano però ancora rappresentare una prova. Troppe attenuanti per i bianconeri nella pazza notte di Coppa Italia e troppo fragile la resistenza dei rosanero, probabilmente la squadra più in crisi dell’intero campionato. L’arrivo del Bologna a San Siro rappresentava il banco di prova ideale per la squadra di Roberto Mancini, test che i nerazzurri hanno superato a pieni voti. Due vittorie di fila da queste parti non si vedevano da dicembre, quando l’Inter giocava male ma era prima in classifica.

MIRANDA CAPITANO – Eppure la serata del Meazza non era affatto cominciata nel verso giusto, nonostante l’abbraccio alle vecchie glorie per il 108° compleanno nerazzurro festeggiato in settimana. Nell’ennesimo buono approccio alla partita, importante svolta delle “nuova” Inter, Icardi va ko proprio mentre sfiora un gol. Come ribadito però più volte da Mancini in stagione, gli uomini vengono prima dei moduli di gioco, e per questo anche l’ingresso di Kondogbia non cambia affatto l’atteggiamento propositivo dei nerazzurri. Nonostante la presenza in campo di Handanovic, Juan Jesus e Medel, la fascia va per la prima volta in stagione sulle forti braccia di João Miranda, affatto una mossa a caso. Il brasiliano, al cospetto della suo ct in nazionale Dunga, si prende definitivamente l’Inter. Solito signore della difesa, dispensa consigli a Nagatomo sulla fascia, placa Ljajic mentre litiga con Diawara, si concede quasi un gol di tacco e serve l’assist per il raddoppio. Con o senza fascia, l’Inter ha un nuovo capitano.

PERISICMANIA – Certo, alcuni difetti i nerazzurri non possono ancora annullarli, e non potranno farlo per il resto della stagione. La grande mole di gioco costruita e non finalizzata, oltre alla mancanza di un vero regista per la costruzione del gioco, saranno i punti principali da cui ripartire il prossimo anno, che sia Champions o Europa League. Intanto Mancini si gode Ivan Perisic, l’esterno inseguito un’intera estate e arrivato evidentemente con qualche di ritardo. Il croato trova la quinta rete in campionato, la settimana in stagione. I numeri iniziano a diventare quelli da vero “top player”, con ancora due mesi di campionato da giocare a tutto gas.

Il Paziente Inter è al 100 % sulla via della riabilitazione, per alcuni versi forse è addirittura meglio di quello precedente. Sicuramente priva di Palacio, e molto probabilmente di Icardi, l’Inter andrà a Roma in un match che vale una stagione. Con il nuovo capitano, e l’arrivo finalmente del top player, questa squadra può ancora stupire.