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Un declino che sembra inarrestabile, a dispetto di numeri che fino a qualche anno fa, lo indicavano come uno tra i migliori attaccanti al mondo. La parabola discendente di Radamel Falcao, cominciata con il terribile infortunio subito ai tempi del Monaco che gli precluse la possibilità di partecipare con la Colombia al Mondiale 2014 in Brasile, non conosce fine e rischia definitivamente di offuscare la carriera dell’attuale giocatore del Chelsea, dove era arrivato la scorsa estate alla ricerca di rilancio dopo l’annata disgraziata con la maglia del Manchester United.

Fermo ai box dal novembre 2015 a causa di un problema muscolare, “El Tigre” sembrava destinato a lasciare l’Inghilterra nel mercato di gennaio, visto anche l’acquisto di Alexandre Pato da parte del club di Roman Abramovich. Fuori dalla lista Champions proprio in favore del brasiliano, Falcao è finito ai margini del progetto tecnico di Guus Hiddink, subentrato a Mourinho, forse l’unico a credere nella sua voglia di riscatto. Vicinissimo allo Jiangsu di Dan Petrescu, al pari del compagno di squadra Ramires, il suo trasferimento in Cina era stato bloccato dal riacutizzarsi dell’infortunio all’inguine, come dichiarato dallo stesso Hiddink (“Ha bisogno ancora di diversi mesi, si parla di tutto gennaio e tutto febbraio. L’infortunio è molto grave e ci vorranno altre, sei, otto settimane. E’ un peccato, era così ansioso di tornare ma ha subito una ricaduta”).

In un’intervista concessa a El Tiempo, Falcao ha infatti ammesso di esser stato a un passo dall’addio, confermando tuttavia la voglia di giocarsi le sue chances in Blues. “E’ vero, ho avuto due offerte diverse dalla Cina, ma ho deciso di restare qui per giocarmi le mie carte. Sarebbe stato più semplice per me accettare una di queste proposte, che erano molto attraenti dal punto di vista economico, ma ho preferito continuare al Chelsea e combattere. Non so cosa succederà nelle prossime settimane,ma per il momento penso solo alla mia squadra”.

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