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Francesco Flachi Brescia

Non sono purtroppo pochi i casi di doping nel mondo dello sport. In particolare, nel mondo calcistico, ci sono state delle pesanti squalifiche per diversi calciatori che hanno attraversato il tunnel della droga (ne avevamo parlato la scorsa settimana citando il caso di Jonathan Bachini). Francesco Flachi è un’altra macchia che, ormai, risulta impossibile anche solo sbiadire. Un altro ragazzo normale che stava arrivando a toccare l’Everest e che poi è crollato buttato giù dall’alta pressione. Flachi sembrava avercela già fatta da giovane: tutto il suo percorso l’aveva compiuto con la gloriosa società della sua città natale, la Fiorentina, e in Nazionale Under 18 si era messo subito in mostra. Esordisce con i Viola nel 1993. La squadra milita in Serie B ma guadagnerà nello stesso anno la promozione per la categoria superiore, con Flachi che bagnerà il suo primo campionato da professionista con 2 reti in 10 partite. L’anno dopo, di conseguenza, arriva anche l’esordio in Serie A contro il Cagliari. È il 4 Settembre.

I prestiti a Bari e Ancona

Flachi e la Fiorentina prendono strade diverse, almeno in principio: nel 1996 viene ceduto al Bari, in Serie B. Le qualità del ragazzo vengono ovviamente fuori (21 presenze, 3 gol) e la società, dopo un altro prestito di 6 mesi all’Ancona ancora più redditizio (17 gare, 10 segnature) si decide a riabbracciare il figliol prodigo, nel 1998. Al suo ritorno, Flachi trova un nuovo allenatore sulla panchina Viola: Giovanni Trapattoni. L’avvento del Trap è però deleterio per il ragazzo, poiché il tecnico preferisce a lui altri attaccanti. In realtà, più che di malafede trapattoniana, si può parlare di sfortuna poiché la Fiorentina in quegli anni poteva contare su due giganti del pallone come Batistuta ed Edmundo, oltre che su Anselmo Robbiati e Luis Oliveira, esploso poi a Cagliari (in una rosa che, tra l’altro, annoverava tra le sue fila un giovanissimo Ciccio Tavano). Insomma, giocatori (almeno i primi due) contro i quali era impossibile competere. Flachi non scenderà mai in campo durante la stagione e terminerà l’avventura con la squadra della sua città con 34 apparizioni totali e sole 4 reti siglate.

Flachi sampdoria derbyL’arrivo di Francesco Flachi  alla Sampdoria

Ma, come si dice, “si chiude una porta e si apre un portone”. Francesco Flachi trova il grande amore della carriera: la Sampdoria. Si riparte così dalla serie cadetta, nella quale militava l’importante club blucerchiato. Inizialmente la strada sembra in salita anche a Genova: poche le presenze al primo anno con Giampiero Ventura, ma nonostante ciò riesce comunque a timbrare il cartellino per 5 volte.

L’anno dopo arriva Gigi Cagni, e il cambio di guida tecnica equivale alla conquista della titolarità per Flachi: le 17 reti segnate in 34 presenze lo piazzano tra i migliori cannonieri della Serie B. Nel 2001-2002 la stagione regala più dolori che gioie: il club si salva solo alla terzultima giornata dalla possibile retrocessione in Serie C. L’unica nota lieta è ancora Flachi che si conferma su alti livelli realizzando 16 gol in 37 gare giocate. Il feeling tra la piazza e il ragazzo fiorentino è ormai già saldo: per i tifosi Flachi è un idolo e la numero 10 è l’unica conseguenza possibile per il giocatore, vero e proprio trascinatore della squadra.

Dopo l’annus horribilis precedente, la musica cambia sulla sponda blucerchiata di Genova grazie all’acquisizione della società da parte di Riccardo Garrone. Il nuovo Presidente investe sul mercato e regala all’allenatore Walter Novellino una rosa che ha un unico e solo obiettivo: ritrovare la Serie A. Missione compiuta, con Flachi che contribuisce realizzando 9 gol in 35 gettoni di presenza. Inizialmente la nuova vita nel calcio italiano che conta non sembra sorridere: nella prima parte di stagione Flachi finisce spesso in panchina, ma Novellino sembra rinsavire nella seconda frazione di campionato. Flachi si ritrova e regala spettacolo ai suoi tifosi in coppia con Fabio Bazzani (altro giocatore che passerà sotto la nostra lente d’ingrandimento), col quale aveva dimostrato un feeling particolare già nella stagione precedente.

La Sampdoria conquista una tranquilla salvezza con l’8° posto finale e il tandem Flachi-Bazzani produrrà la maggior parte delle reti di squadra, ben 23. L’anno successivo vede i doriani tornare in Europa dopo 8 anni di assenza, precisamente in Coppa Uefa, dopo un’entusiasmante testa a testa contro l’Udinese di Spalletti per la quarta posizione Champions. La 5a posizione è, ovviamente, merito anche del 10 sampdoriano: stavolta i gol sono 14, in 35 partite. La stagione 2005-2006 si rivela di transizione per il mondo blucerchiato: la Samp cala di rendimento rispetto alla scoppiettante annata precedente ma guadagna la salvezza senza troppa fatica. I numeri di Flachi sono sempre buoni, così come l’intesa con il suo nuovo compagno di reparto (Emiliano Bonazzoli). In questa stagione, Flachi arriverà a raggiungere e superare i 100 gol con la casacca sampdoriana.

La Nazionale e l’inizio del declino

Francesco Flachi ha raggiunto il suo massimo. E’ in forma, si guadagna persino una convocazione in Nazionale (senza però mettere piede in campo). A Genova è ormai un idolo, un intoccabile, un Maestro. Sfortunatamente, come tutti gli esseri umani, anche Francesco Flachi non risulta esente da vizi e sbagli. I suoi gli rovinano la carriera. Il Karma prende in giro Flachi, iniziando ad abbattere il suo percorso nello stesso mese in cui era cominciato: Settembre. Flachi viene squalificato per 2 mesi poiché nell’aprile del 2005 aveva chiesto “informazioni” sul Derby Roma-Lazio, finito poi 0-0.

Calcioscommesse, dunque. “Ma giuro su quanto ho di più caro al mondo che non ho mai scommesso in vita mia” spiega Flachi in un recente incontro con La Tribù Del Calcio. “Qualcuno mi mise in mezzo e venni sanzionato. Insomma: giocavo nella Samp, ero nel momento migliore della mia vita, mi si stavano spalancando le porte della Nazionale. Non ce l’ho fatta a reggere questa mazzata: ho reagito da bambino cedendo a una debolezza che poi, una volta tornato in campo, non ho più saputo contrastare. E dire che a pallone ci sapevo giocare anche bene”. Con sostegno dei suoi tifosi, Flachi torna in novembre. Ma lo scandalo ha ormai lasciato il segno. Flachi siglerà l’ultimo gol con la Sampdoria su calcio di rigore, contro il Livorno, a Dicembre. Giocherà l’ultima gara in blucerchiato a Febbraio, avversario è l’Ascoli. In totale Flachi ha messo a segno con la Sampdoria 112 reti in 250 presenze complessive. Dopo due mostri sacri come Mancini e Vialli, è al terzo posto nella classifica dei marcatori all time del Doria.

La positività

Il vero incubo inizia l’anno successivo. Francesco Flachi viene trovato positivo alla cocaina dopo un Sampdoria-Inter del 28 gennaio 2007. Ci è cascato anche lui. Controanalisi positive. Squalifica di 16 mesi prima, allungata poi a 24. Rescissione del contratto e fine di una bella storia d’amore. Flachi non vuole mollare: per non perdere la forma si allena con il Pietrasanta, squadra di Eccellenza. Cerca un colpo di reni, la sua carriera non può finire così. L’occasione arriva grazie all’Empoli. Si riparte di nuovo dalla Serie B, come in continuo rewind. Il tanto c’è ancora, tanto che Flachi segna 3 reti pur non giocando da titolare e nonostante l’avanzare dell’età sia ormai evidente. L’anno successivo si accasa al Brescia.

Piano piano le cose sembrano riprendere a funzionare, ma è solo un’illusione. La cocaina non è mai andata via e ritorna a galla tra scempio e imbarazzo dopo un controllo post gara col Modena. Flachi rischia la squalifica, è recidivo. La punizione sarà di 12 anni. Ma ormai, a 35 anni, è tutto finito. Svanito come una nuvola portata via dal vento gelido. Flachi lascia il calcio giocato con ben 137 gol segnati in 358 partite ufficiali. “Potessi tornare indietro, mi darei delle coltellate piuttosto che fare quello che ho fatto. Ma non è possibile.”. Il grido di dolore che riecheggia ancora oggi. Adesso Francesco Flachi è un uomo di 40 anni che ha chiuso con la droga. L’anno prossimo farà domanda di grazia agli organi sportivi competenti. Per lui non c’è nemmeno la possibilità di entrare in uno stadio. Un DASPO a vita. Nel frattempo si diletta in partite di beneficenza con le Glorie Viola ed ha aperto a Firenze una paninoteca insieme al suo amico ed ex calciatore Luca Saudati. Per la parvenza di una vita normale, senza errori e bugie. Ma forse la sua vita non è questa.

Francesco Flachi spera, come è giusto che sia, in un’altra chance nell’unico mondo in cui ha sempre contato ed è sempre vissuto: quello del calcio. Forse non sarà un esempio per tutti, ma è la dimostrazione lampante che la vita, in fondo, non è altro che ricominciare da capo. O almeno, crearsi la possibilità di farlo.

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