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Settimana da dimenticare per Giovanni Trapattoni. L’ex tecnico della Nazionale italiana, girovago del calcio e, da ultimo, reinventatosi commentatore televisivo per l’emittente Rai racconta ai microfoni di calciomercato.com la grande apprensione in seguito all’escalation di violenza avvenuta in Costa d’Avorio, precisamente nella località turistica di Grand-Bassam, a 40 km dalla capitale Abidjan, con ben tre resort presi di mira dagli attentatori armati di kalashnikov e granate: “Insomma io, la scorsa settimana, sarei dovuto partire per la Costa d’Avorio dove mi attendevano per consegnarmi la loro nazionale di calcio“.

IL RESORT Giovanni Trapattoni rivela all’amico giornalista, Marco Bernardini, i dettagli dell’accaduto: “Sai, Marco devo proprio avere un santo che mi protegge da lassù. Oppure, molto più semplicemente, è intervenuta mia sorella Romilde che è andata in cielo due anni fa – Precisa il Trap – Contratto di un anno e posto da favola dove vivere. Credo proprio in quel resort di lusso dove quegli animali arrivati con le barche dal mare e nascosti dietro l’alibi di una guerra di religione hanno compiuto una carneficina. Mi sa tanto che non è più tempo di andare per il mondo“.

Negli scontri a fuoco in terra ivoriana hanno perso la vita 18 persone, 33 quelle ferite, un vero e proprio massacro che ha preso il via dalla spiaggia dove sono approdati i terroristi per poi terminare nei luoghi di soggiorno di lusso, frequentati in larga parte da turisti occidentali. Pronta la risposta (istituzionale) da parte del paese africano, con il presidente della Costa d’Avorio Alassane Ouattara ha comunicato attraverso i servizi di intelligence “Abbiamo ucciso sei terroristi che hanno attaccato i tre hotel di lusso”. Stando a quanto riportato da Afrikatv, l’attentato è stato rivendicato dal movimento jihadista Al Murabitun dell’Africa Occidentale, lo stesso gruppo che in passato aveva rivendicato l’attacco a Mali pochi mesi fa.

Stefano Mastini

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