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Scossa di assestamento in casa Roma: il club giallorosso questa sera affronterà l’Inter all’Olimpico in un match decisivo per le sorti della corsa alla Champions League. Nel prepartita ai microfoni di Mediaset Premium si è presentato il dirigente romanista Walter Sabatini, che ha sospreso tutti annunciando il suo addio alla Roma a giugno: “Ho chiesto a Pallotta di risolvere il contratto a giugno e lui ha detto di sì. Futuro in Inghilterra? No, parlo molto male l’inglese. Non è comunque questo il momento per parlare di quello che verrà”.

Il rapporto con i tifosi è incrinato dallo scorso mercato invernale: la maggior colpa che grava sulle spalle di Sabatini è quella di aver portato Doumbia in giallorosso, acquisto rivelatosi non azzeccato. La responsabilità è ricaduta tutta sul dirigente, che è stato autore per sua stessa ammissione di “uno dei peggiori errori della mia carriera, è colpa mia”.

Non si  possono dimenticare però i successi in ambito lavorativo di Sabatini, che ha portato a Roma giocatori di  levatura internazionale, a partire da Miralem Pjanic, ambito dai club  di mezza Europa, passando per Strootman, Nainggolan o i più recenti Manolas e Perotti. Da non dimenticare  le enormi plusvalenze in casa Roma: il direttore sportivo giallorosso ha venduto Marquinhos, classe 1994, per 35 milioni di euro al PSG, senza dimenticare il Coco Lamela o Mehdi Benatia, tutti giocatori che si sono consacrati a Roma per poi spiccare il volo all’estero.

Non sarà facile per Pallotta sostituire un dirigente di tale levatura e peso anche in ambito internazionale: in eredità lascia due giovanissimi prospetti che stanno estremamente ben figurando nei prestiti. Parliamo di Leandro Paredes, argentino ex Boca che è diventato perno dell’Empoli, e di Sanabria che è diventato un vero e proprio craque nella Liga spagnola. Da giugno in casa Roma cambierà musica, da vedere se sarà un cambio in positivo o in negativo.

 

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