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Eder

Dal suo arrivo all’Inter nel calciomercato inveranle, Eder non è ancora riuscito a trovare la via del gol con la nuova maglia e in generale non ha convinto l’ambiente nerazzurro. La conferma in Nazionale di Conte potrà dare nuova linfa all’attaccante italo-brasiliano?

PALACIO 2.0 – Ai margini della prestazione offerta dall’Inter nella sfida contro la Roma quasi tutti gli uomini di Mancini sono rientrati dall’Olimpico con un voto alto in pagella, chi per qualità assoluta (Brozovic, Miranda, Perisic) chi per il sacrifico e l’impegno messo a disposizione della squadra (Biabiany, Nagatomo, Medel). L’unico insufficiente per i nerazzurri è stato l’ultimo arrivo in casa Inter, l’italo-brasiliano Eder. Arrivato alla corte di Mancini a fine gennaio, l’ex doriano è stata una precisa richiesta del tecnico jesino, che aveva dirottato su Ljajic in agosto solo per il no ricevuto dal club ligure. Giunto in nerazzurro all’inizio della crisi invernale che ha colpito Icardi e compagni, Eder non è riuscito ad invertire le sorti della squadra. Per qualità e caratteristiche tecniche, nonostante il reparto offensivo nerazzurro fosse già abbastanza nutrito, Eder rappresentava comunque un’alternativa di valore nello scacchiere del Mancio. Rispetto ai compagni di reparto, con Icardi votato principalmente alla finalizzazione, Jovetic e Ljajic spesso eccessivamente anarchici e sempre alla ricerca della sfera tra i piedi, l’italo-brasiliano incarnava una versione 2.0 di Rodrigo Palacio, giunto ormai alle 34 candeline.

L’ESPLOSIONE DI PERISIC – Tempi di inserimento senza palla, velocità in campo aperto e naturale predisposizione al sacrificio sono le qualità che Mancini aveva individuato in Eder per aiutare l’Inter ad uscire dalla prolungata fase di impasse che ha condizionato tremendamente la stagione nerazzurra. Dopo l’esordio nello sfortunato derby, Eder ha giocato le 3 partite successive da titolare, prendendo di fatto il posto di Ivan Perisic, coinvolto anch’egli nella crisi generale della squadra. L’esperimento però non ha dato i suoi frutti, sia nei risultati complessivi dei nerazzurri che nelle prestazione dell’ex blucerchiato. Dopo la semifinale di ritorno contro la Juventus, e la prestazione mostruosa di Perisic, il croato è finalmente esploso diventando nuovamente un insostituibile per Mancini nella sua collocazione a sinistra. La grande occasione per Eder è arrivata proprio sabato scorso, chiamato a sostituire Icardi come punta centrale in uno degli appuntamenti più importanti della stagione. Come abbiamo anticipato in precedenza le cose sono andate diversamente, e l’ex pupillo di Ferrero è risultato di fatto il peggiore in campo dei suoi, con Perisic, Ljajic e lo stesso Biabiany in un stato di forma migliore e certamente più funzionali alla causa. Con il ritorno a pieno regime di Icardi, il rientro dalla squalifica di Palacio, senza contare Jovetic da tanto tempo fermo ai box, per Eder quella contro la Roma può essere stata l’ultima occasione per guadagnarsi una maglia da titolare per il finale di stagione.

W L’AZZURRO – Al contrario dell’idea comune che accompagna gli impegni della Nazionale, sempre più un fastidioso inconveniente per gli allenatori di club e molto spesso anche per i calciatori, la convocazione di Antonio Conte potrebbe al contrario rappresentare una svolta per i prossimi mesi di Eder. Il ct azzurro ha puntato sull’italo-brasiliano in tempi non sospetti ma una finale di stagione in panchina potrebbe risultare decisivo, ovviamente in negativo, per la chiamata finale ad Euro 2016. Mancini guarderà sicuramente con attenzione i due impegni degli Azzurri contro Spagna e Germania. Oltre ad una riconferma di Antonio Conte sarà lì che Eder Citadin Martins si giocherà le sue ultime carte per essere decisivo anche in maglia nerazzurra.

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