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berlusconi mihajlovic

Il Milan di Mihajlovic non sa più vincere e, come un predatore, quando Silvio Berlusconi sente l’odore del sangue non esita un istante ad attaccare. I nove risultati utili consecutivi in campionato e la conquista della finale di Coppa Italia hanno frenato le avanzate del presidente rossonero a cavallo tra gennaio e febbraio, ma a partire dalla sconfitta contro il Sassuolo è tornato ad azzannare Mihajlovic senza pietà.

BERLUSCONI CHIAMA… – Dichiarazioni sibilline miste ad altre di circostanza, il tira e molla mediatico sul futuro del tecnico ed il suo rapporto con la proprietà sono – per assurdo – il tema principale in casa rossonera. I due punti conquistati nelle ultime 3 partite poi, con tutti i limiti dal punto di vista del gioco che accompagnano il Milan targato Mihajlovic da inizio anno, hanno spianato la strada a Berlusconi nel pre e nel post Milan-Lazio. Dapprima ai microfoni di Premium Sport ha lanciato dapprima una frecciatina: “Mi auguro di vedere un Milan che giochi bene”, per poi scagliare l’ennesima bomba dinnanzi all’esplicita richiesta di un parere sul gioco del Milan di Mihajlovic: “Tu da quanto tempo vedi il calcio?E allora che domande mi fai?”.Non solo: il numero uno rossonero non ha mancato il consueto appuntamento con i consigli tecnico-tattici: “Montolivo? Il regista è sempre fondamentale. Ma abbiamo anche tra i giovani un regista, un ragazzo straordinario, che si chiama Locatelli e che io spero possa essere un grande regista nel futuro”, per poi rincarare la dose ai microfoni di Rtl 102.5 sul futuro del tecnico: “Non so se Sinisa resterà, decideremo a fine stagione come procedere. Sono deluso dal gioco offerto in campo dalla squadra, spero che la situazione possa cambiare in queste ultime otto partite che mancano alla fine del torneo”.

…MIHAJLOVIC RISPONDE – Dall’altra parte, nonostante le dichiarazioni di facciata, cominciano a trasparire nervosismo e insofferenza. Alla vigilia di ogni gara Mihajlovic ribadisce di avere un altro anno di contratto e di essere intenzionato a proseguire, ovviamente di comune accordo con la società. Ma tra dichiarazioni fatte a tifosi “Non so se resto” e frasi rubate in tribuna a Verona “Con questa squadra è difficile fare di più”, il tecnico serbo sembra ad un passo dall’esplodere.
Nel post partita di ieri ha dapprima risposto stizzito: “Sono frasi da copia-incolla, sempre le stesse cose. Ho un contratto che dura un altro anno, anche se potrei chiedere di andarmene: se io e il club non saremo in sintonia ci separeremo, in quel caso sarà trovato un altro allenatore e io andrò altrove“, salvo poi ritrattare, o perlomeno ribadire con toni diversi, il proprio pensiero in conferenza stampa: “Non so se otto giornate possano far cambiare idea al presidente, fate copia ed incolla delle mie precedenti dichiarazioni. A fine anno sarò giudicato, mi piacerebbe prolungare. Finché sarò in questa squadra penserò solo a fare il mio lavoro”. Tutti sintomi di un rapporto ormai logoro – nonostante sia iniziato da pochi mesi – e destinato a concludersi il prossimo giugno. Anche in caso di vittoria della Coppa Italia.

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