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(Fonte: Uefa.com)
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Tah (fonte: Uefa.com)

La Germania in seguito al fallimento del Mondiale casalingo del 2006 ha prontamente cambiato rotta iniziando un nuovo ciclo vincente, puntando in modo deciso e convinto sui settori giovanili teutonici in florida ascesa. Dopo una prima fase di assestamento la Mannschaft ha ben presto cambiato passo mettendo in luce sia con le selezioni under che con la nazionale maggiore una crescita esponenziale e una lunga lista di talenti in costante aggiornamento stagione dopo stagione. La vittoria del Mondiale del 2014 in Brasile è stata la ciliegina sulla torta di una crescita repentina ed irrefrenabile iniziata proprio riformando le basi del calcio tedesco. Come detto sono davvero molteplici i giovani talenti battezzati da Loew con la nazionale dei grandi, tra i quali spiccano i vari Trapp, Leno, Ter Stegen, Can, Ginter, Draxler, Kramer, Volland e Gotze giusto per citarne alcuni dei più recenti. Non va però dimenticato che il movimento giovanile della Germania è in costante fermento ed ecco che l’attuale Bundesliga ha lanciato sotto gli occhi di tutti un altro mix di talenti: da Weigl a Dahoud senza dimenticare Jonathan Tah. Proprio il possente centrale tedesco di origini ivoriane ha ottenuto qualche giorno fa la sua prima convocazione con la Germania dei grandi coronando ad appena 20 anni il sogno di ogni ragazzino: difendere i colori della propria Nazionale. Soddisfatto il tecnico del Leverkusen Schmidt che lo ha voluto al Bayer e che lo ha subito lanciato in campo senza alcun timore: “La convocazione di Jonathan è meritata. Grazie alla costanza di gioco ad alto livello che ha messo in campo per tutta la stagione; è eccezionale”. La fatidica telefonata di Loew è arrivata subito dopo il match di Europa League di giovedì e Tah è rimasto quasi senza parole: “Non sapevo davvero cosa dire. Felice per la chiamata del ct in nazionale. Questo è un grande onore per me“.

SULLE ORME DEL BOA – Andiamo però a scoprire meglio chi è Jonathan Tah. Il numero 4 del Bayer Leverkusen nasce ad Amburgo nel febbraio del 1996 e si avvicina al mondo del calcio ad appena 4 anni nelle giovanili del SC Concordia, per poi dopo sei anni andare a maturare nelle selezioni giovanili dell’Altona 93, società di un distretto di Amburgo. Proprio la sua città natale entrerà presto prepotentemente nel destino del classe ’96 tedesco che infatti nel 2009 fa i bagagli nuovamente e si lancia nella sua prima grande avventura con l’HSV ad appena 13 anni. La carriera di Tah inizia quindi ufficialmente con le selezioni under del club della sua città con il quale assaggia per la prima volta realmente le modalità di lavoro e la filosofia di calcio di una società di livello nel panorama teutonico. Nel 2013, ancora nella minore età, Tah esordirà in prima squadra collezionando i primi importantissimi minuti in Bundesliga. Sono presenze estremamente significative per il centrale tedesco che tra la sesta e la diciannovesima giornata si impone addirittura da titolare dimostrando già in tenerissima età di essere un predestinato nel ruolo di difensore. Le sue caratteristiche fisiche, il suo passo e le sue movenze ricordano presto un altro grande difensore della storia recente della nazionale tedesca: si tratta di Jerome Boateng, centrale del Bayern e tra il 2007 e il 2010 difensore proprio dell’HSV con il quale si è fatto conoscere ai grandi palcoscenici della Bundes. Come tutti i giovani però anche Tah ha bisogno di mettere minuti ed esperienza nelle gambe e quindi l’Amburgo pensa bene di spedirlo una stagione in prestito in Zweite Liga con il Fortuna Dusseldorf. Il baby colosso di Amburgo non tornerà più però nella sua città grazie al trasferimento a titolo definitivo della scorsa estate per circa 7 milioni di euro che gli ha permesso di approdare alla corte di Roger Schmidt in quel di Leverkusen.

PRONTO AL SALTO – In rossonero il giovane Jonathan si impone praticamente subito convincendo il tecnico a schierarlo, neanche ventenne, al centro della retroguardia del club che solamente una manciata di mesi prima aveva conquistato il quarto posto in campionato. La stagione del Bayer per la verità soprattutto a livello difensivo ha dimostrato parecchi alti e bassi in particolare in Champions League dove le ‘Aspirine’ hanno incassato ben 12 reti in sei match. La prova europea è stata però tra le più importanti nella formazione di Tah che ha giocato ogni minuto della massima competizione continentale nonostante la giovanissima età. La continuità è la parola chiave per un ragazzo di appena vent’anni alla prima esperienza in un club impegnato nelle coppe europee: la continuità è proprio quella che gli concede Schmidt che lo schiera da titolare per 23 match di fila prima di un KO fisico che gli ha permesso il rientro a pieno regime solamente due turni fa proprio contro il suo Amburgo. Ad accompagnare la buona stagione del possente classe 1996 ci sono anche i numeri che lo premiano con ben 2115 minuti giocati in campionato, accompagnati da 27 tackle vinti e ben 89 duelli aerei portati a casa con una percentuale di circa il 71% che mettono in evidenza la sua eccezionale fisicità ed un’ottima tenuta oltre a una buona scelta di tempo negli interventi. Sono 81 anche le palle intercettate, nettamente superiori alle sole 26 del più esperto Boateng, presente però solo per 17 volte, mentre i falli commessi in Bundes sono appena 22 che per un centrale di un metro e 93 che porta in dote quasi 100 kg di peso e di conseguenza anche una buona dose di ineleganza risultano essere davvero pochi: meno di uno a partita. A completare il tutto anche due sole ammonizioni tra tutte le competizioni utili ad elogiarlo anche dal punto di vista caratteriale. In conclusione Jonathan Tah risulta essere una delle migliori promesse a livello difensivo del calcio tedesco, grazie ad una struttura statuaria del corpo che ne fa un centrale allo stesso tempo forte fisicamente e rapido nei movimenti con le sue lunghe leve ottime anche in fase di intercettazione del pallone. Bene dal punto di vista del gioco aereo e da quello disciplinare, pecca ovviamente in esperienza dove però l’esordio europeo e la prima convocazione in Nazionale saranno utilissime a rimediare.

Intanto il bomber del Leverkusen, Kiessling dice di lui: “Ha un corpo come un toro, è incredibilmente difficile giocare contro di lui”.

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