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galatasaray Türk Telekom Arena
Türk Telekom Arena Foto: galatasaray.org
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Türk Telekom Arena Foto: galatasaray.org

Il mondo si è svegliato con l’ennesimo attacco terroristico che ha colpito il cuore della città di Bruxelles. Negli ultimi giorni l’allerta per eventuali attacchi dello Stato Islamico era tornata ai livelli massimi e a confermarlo sono fonti dell’intelligence turca che hanno rivelato il progetto di un attentato durante il derby di Istanbul tra Galatasaray e Fenerbahce.

Come confermato dai media turchi la partita è stata rinviata per una seria minaccia di attacchi terroristici progettati da tempo. Un kamikaze era pronto a farsi saltare in aria allo stadio al termine del match per creare il panico in città e permettere ulteriori attacchi in diversi punti della città. Le autorità turche avevano inizialmente pensato di far giocare la partita Galatasaray-Fenerbahce, prevista alle 20 locali, senza pubblico sugli spalti poi è arrivata la decisione di rinviarla. In un’intervista alla tv statale Trt, il presidente Recep Tayyip Erdogan aveva parlato di “serie indicazioni di intelligence” su possibili azioni terroristiche. La notizia conferma l’ “interesse” dello Stato Islamico nei confronti di manifestazioni calcistiche, dopo l’azione compiuta a Parigi lo scorso novembre quando tre attentatori si sono fatti esplodere nella zona dello Stade de France durante una partita amichevole fra Francia e Germania.

Una tattica che ricorda quella di Al Qaeda che nell’estate del 1998, durante la sedicesima edizione della Coppa del Mondo disputatasi in Francia, aveva stipulato un accordo con l’Armed Islamic Group per progettare un attacco contro Inghilterra e Stati Uniti. Come rivelato poi da numerosi interrogatori, gli obiettivi dei terroristi erano il portiere inglese David Seaman, l’allenatore Hoddle, il centravanti Alan Shearer e il settore occupato dai tifosi inglesi. Contemporaneamente nell’hotel dove alloggiava la nazionale statunitense avrebbe fatto irruzione un altro componente dell’organizzazione con l’obiettivo di sterminare più americani possibili. Uno dei complici ha confessato poi che era stato ordinato di far fuori anche le giovani stelle David Beckham e Michael Owen.

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