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Peggio di uno dei suoi celebri tackle a centrocampo, parole in libertà che accusano il sistema nella persona del presidente della Lega Pro Gabriele Gravina e rischiano di far esplodere un polverone attorno al Pisa, secondo nel girone B e quindi in piena lotta promozione. Rino Gattuso non perde il vizio e spara a zero contro i vertici federali, colpevoli a suo dire di sfavorire il club toscano, accusato dopo la conclusione dell’inchiesta della Procura Federale di aver presentato una fideiussione falsa come integrazione di quella valida per l’iscrizione al campionato in corso.

“Rompiamo i c… per una garanzia di appena 50mila euro quando ci sono squadre che falliscono o non pagano gli stipendi. Gravina dice di portare la Lega Pro a 60 squadre. Ma va fatta a 30, chi ha i soldi la fa. Ma siccome lo hanno votato… Ma che sport è questo? Vedo che va a vedere le gare della Maceratese (rivale diretto proprio del Pisa) e di altre squadre, mentre nel nostro stadio dove c’è il pubblico più numeroso non si è mai visto. Non voglio pensar male, ma ci sono tutti i presupposti per pensare male”.

La Procura ha concluso le indagini, senza però comunicare in che direzione intende procedere, se verso un deferimento o un’archiviazione. Gravina ha preso atto, auspicando tempi brevi in maniera tale da non falsare la regolarità del campionato ma evidentemente non è bastato per placare l’ira di Gattuso. Sulla questione, il club toscano si era espresso così qualche tempo fa: “Il Pisa ha correttamente depositato le garanzie bancarie richieste, la cui veridicità e validità è stata formalmente confermata dalla Lega Italiana Calcio Professionistico a seguito di verifica diretta presso l’istituto bancario. Non appena appreso, peraltro mediante informazioni frammentarie e di dubbia attendibilità, di presunte anomalie l’A.C. Pisa 1909 s.s.r.l. ha immediatamente informato la Lega, trasmettendo l’intero incartamento e ponendosi a completa disposizione, per chiarire l’accaduto, coinvolgendo anche l’istituto di credito emittente onde confermare, ancora una volta, la validità della garanzia prestata”.

 

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