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Fonte d’ispirazione per calciatori, allenatori e fumettisti. Johan Cruijff ha avuto, inconsapevolmente, un ruolo determinante per il lancio di uno dei manga giapponesi più amati, Capitan Tsubasa, conosciuto in Italia con il nome di Holly e Benji. Un cartone animato di grandissimo successo, ancora oggi venerato dalle vecchie generazioni e apprezzato anche dai più giovani, grazie alle repliche proiettate, di tanto in tanto, dalla televisioni private. E un po’ di merito del successo riscosso in tutto il Mondo va attribuito proprio al tulipano dai piedi d’oro, noto per il suo enorme talento raccolto dal numero 14 portato sulle spalle. Lo stesso numero scelto per dar forma al disegno di Julian Ross, capitano della Mambo, ribattezzato “il principe del calcio”, dal cuore di cristallo. Più forte di tutti gli altri ma frenato da evidenti problemi cardiaci. La classe innata del personaggio inventato da Yoichi Takahashi ha tratto spunto proprio dall’ex capitano della nazionale olandese, come confermato dallo stesso ideatore del manga: “Johan Cruijff ha ispirato il personaggio Julian Ross”.

D’altronde, quell’anomalo numero 14 non poteva mentire, raccontava infatti una storia comune, sapientemente intrisa di realtà e di immaginazione. La scomparsa di Cruijff getta un velo di tristezza sugli appassionati di calcio e non solo. Gli affezionati del noto Holly e Benji perdono infatti un punto di riferimento importante, un ponte tra il calcio giocato e quello sognato. Il 14 di Johan Cruijff, quello di Julian Ross: stessi colpi, stesso genio, stesso scettro conteso agli altri calciatori. Da sempre, l’olandese è stato considerato il terzo giocatore più forte di tutti i tempi, dopo Maradona e Pelé e lo stesso Ross è stato costretto ad accontentarsi della seconda piazza, alle spalle di Oliver Hutton. In entrambi i casi, però, vanno registrate voci discordanti come quella di Platini che ha sempre ritenuto Cruijff il più forte di tutti. Così come la comunità di capitan Tsubasa ha sempre riconosciuto a Ross una grandezza tale da annientare tutti gli altri personaggi, Hutton compreso. Storie di calcio e di sogni, unite dal numero 14.

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