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Giaccherini

Alla vigilia del match di ieri sera contro la Spagna i dubbi che aleggiavano intorno all’Italia, ma soprattutto intorno alle scelte di Antonio Conte erano davvero molti. Dalle convocazioni con qualche ritorno in azzurro più o meno gradito ad uno schieramento tattico iniziale quasi mai visto in campo prima e difficile da immaginare in condizioni normali contro un avversario come la Spagna. L’Italia però ha risposto presente rispendendo ampiamente al mittente le critiche e i dubbi della vigilia offrendo una buona prova in entrambe le fasi di gioco conclusasi con un pareggio per 1-1 contro i campioni d’Europa in carica ma che sarebbe potuto essere anche un successo con un po’ di fortuna in più e qualche parata in meno di David De Gea. Gli ingressi nella ripresa di Lorenzo Insigne, Federico Bernardeschi e Simone Zaza hanno dato quella marcia in più per andare a caccia del goal spacca partita, arrivato di lì a poco con il folletto napoletano a coronamento di una splendida azione. Promosso quindi il ‘nuovo’ schema, così come i numerosi cavalli di ritorno richiamati da Antonio Conte e prontamente schierati chi dal primo minuto e chi a match iniziato.

ITALIA CON I CAVALLI DI RITORNO – Sono ben tre i calciatori ripescati da Conte dopo un periodo medio-lungo di assenza dall’azzurro Italia. Su tutti visto il suo ingresso deciso ed efficace va lodato Lorenzo Insigne, fantasista del Napoli ed ora finalmente decisivo anche con la casacca della Nazionale. Il minuto 51 segna così la svolta del match con il suo ritorno in azzurro in versione deluxe: una quarantina di minuti in stato di grazia con accelerazioni, dribbling, assist e addirittura goal che avranno quasi certamente convinto il ct ad affidarsi anche su di lui per la spedizione francese di questa estate. De Gea gli nega la doppietta con un grande intervento ma la classe cristallina del ‘Magnifico’ ruba comunque la scena a distanza di oltre un anno e mezzo dall’ultima volta: risale infatti al 20 giugno del 2014 ai mondiali brasiliani il suo ultimo scorcio di match in azzurro. Da quel momento il pesante infortunio, un paio di esclusioni, una sola panchina e le polemiche di ottobre, tutto spazzato via dalla prova di ieri contro la Spagna. Un’altra promozione importante va concessa all’ex Sunderland Emanuele Giaccherini che proprio dal suo approdo in Inghilterra era sparito dai radar nazionali. Anche per lui gli infortuni hanno fatto la differenza, così come il suo ritorno in Italia, in quel di Bologna dove è tornato sui suoi livelli con 6 reti in Serie A e una continuità di rendimento che hanno così convinto Conte a richiamarlo in azzurro. Per il numero 23 dell’Italia una gara di grande sacrificio e abnegazione in corsia, da quinto di sinistra, posizione dalla quale ha anche fornito l’assist vincente per la rete di Insigne. Solo in panchina nelle ultime uscite di novembre, non giocava con la casacca italiana dal settembre 2014. Peccato solamente per l’infortunio che lo ha costretto anticipatamente al ritorno a casa. Chiudiamo infine con uno dei calciatori più criticati dell’era Prandelli: Thiago Motta, centrocampista italo-brasiliano mai troppo decisivo in nazionale ma tornato su alti livelli con la numero 8 del PSG. L’assenza di Verratti e l’esclusione di Pirlo gli ha così in un sol colpo riaperto sia le porte di Parigi che quelle dell’Italia. Una scelta quasi forzata ma indovinata quella di Conte che ha ritrovato un buon Motta, padrone della mediana e abile a mettere la sua esperienza al servizio del gruppo. Ottima anche la condizione fisica come dimostrano i novanta minuti disputati. Anche l’ex interista non si vedeva in azzurro dalla pessima performance ai Mondiali in Brasile.

Conte in un colpo solo ritrova quindi dopo una lunga assenza tre pedine che potrebbe risultare importanti per la sua Italia.

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