SHARE
Josef Guardiola, Bayern Monaco - Fonte account Twitter ufficiale Bayern Monaco
Josef Guardiola, Bayern Monaco - Fonte account Twitter ufficiale Bayern Monaco

guardiola-juventus-bayern monaco

Nel 2001 Pep Guardiola scrisse il libro “Mi gente, mi futbol”, l’ultimo saluto da calciatore al popolo blaugrana. Dopo 379 presenze Guardiola lasciò il Barcellona per approdare nel campionato italiano. Nel libro c’è un passo dedicato esclusivamente a Johan Cruijff, leggenda olandese scomparsa ieri all’età di 68 anni. Ecco le parole di Pep sul tre volte Pallone d’Oro

“Stiamo parlando di una persona che la prima cosa che ti dice, nel calcio, è che le cose non sono come sembrano. C’è da provocarle e con questa filosofia è facile comprendere che Cruijff, dal primo momento, dava importanza a tutto quello che la maggior parte ignorava. Ai dettagli, a stare sempre attento. Io ho avuto la fortuna di apprendere da lui da ragazzo, ero quasi un bambino, e ho appreso tantissimo insieme a quest’uomo mitico che, per esempio, riassumeva il lavoro di un calciatore che giocava nella mia posizione con questo semplice argomento: “Se giochi ad un tocco, sei il migliore. Due, buono. Se sono tre, hai giocato male, Pep”. Molto semplice, tanto che il primo giorno che giocai con loro. “Tu Pep, accompagni solo. Non decidi. Tranquillo, gioca come sai fare”.

Partendo da questa base, approfondiamo il discorso. Penso che sia stato chiaro, altrimenti lo ripeto, che Cruijff è stato l’allenatore che mi ha insegnato tanto e dal quale ho imparato molto, ma è stato anche colui che mi ha fatto più soffrire. Solo guardandoti, ti provocava una sensazione di freddo che ti faceva gelare il sangue.

Pochi uomini dominano, come domina Crujff.  E’ un genio, si sa quello che succede con i geni. Quando hanno ragione, quasi sempre hanno ragione, è perfetto.  Ci inginocchiamo e veneriamo, ma quando sbagliano, la merda è così enorme che ti viene voglia voglia di ucciderli. In ogni caso, solo questi geni si assumono i rischi che comportano e Cruijff li assumeva tutti come se lui non avesse mai conosciuto la paura”.

SHARE