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Ibrahimovic Mondiali, appuntamento che non ci sarà - FOTO (Twitter Sweden)

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Cina, Milan, Napoli, Stati Uniti? No, il futuro di Zlatan Ibrahimovic sembra sempre più vicino alla Premier League così come affermato dallo stesso attaccante in ritiro con la nazionale svedese:”Sì, posso confermare che c’è l’interesse della Premier League nei miei confronti. La Premier è il campionato di cui parlano tutti gli appassionati di calcio. Valuterò tante cose con la famiglia, che mi ha sempre seguito appoggiando le mie scelte. Vedrò cosa mi farà stare meglio quando prenderò la mia decisione questa estate”.

Dopo aver annunciato l’addio al PSG, Ibrahimovic annuncia importanti novità di mercato: “Evidentemente è il momento, accadranno grandi cose questa estate, basta avere un pò di pazienza ed avrete molto da scrivere. Vedremo quando avremo messo le carte sul tavolo con Mino Raiola. Ho il massimo rispetto per il club in cui gioco, ho vissuto quattro anni fantastici e hanno mantenuto tutto ciò che mi avevano promesso, facendo stare bene me e la mia famiglia”.

A quasi 35 anni Ibrahimovic non si accontenta e rilancia scegliendo un campionato che in passato ha snobbato e che ora vuole vivere da protagonista. Ad inizio carriera lo svedese doveva sostenere un provino con l’Arsenal, ma saltò tutto come racconta lo stesso Ibrahimovic nella sua autobiografia: “Andai al centro tecnico dell’Arsenal dalle parti di St. Albans, vidi anche fuori dal campo gente come Vieira, Henry, Bergkamp: la cosa veramente incredibile è che avrei dovuto incontrare proprio Wenger, quando entrai nel suo ufficio ero teso come un bimbo. Alla sua vista mi emozionai un po’, perché era come se lui stesse cercando di guardarmi dentro: lui è uno di quelli che stila un profilo psicologico dei suoi giocatori, tipo “sono emozionalmente stabili?”, robe de genere, lo fanno tutti i grandi. Io non dissi niente. Stetti in silenzio per un po’, ma alla fine persi la pazienza: ogni tanto lui si alzava a guardava fuori dalla finestra, era come se volesse tenere d’occhio tutto e continuò a fare così per tutto il tempo. Mi disse una cosa: “Possiamo fare un tentativo”. Non mi importava, volevo quel posto, ma lì scattai. “Dammi un paio di scarpe, proverò adesso”, dissi, ma il d. s. del Malmoe mi fermò: “Fermati, risolveremo la cosa, non faremo nessun provino”. Capii subito che Wenger voleva arrivare ad una conclusione: essere interessato a me, o no. Fare un provino però ti mette in una posizione di debolezza, così dicemmo: “Mi spiace, ma non siamo interessati”. Sono sicuro di aver preso la giusta decisione”.

 

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