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iniesta, barcellona

Iniesta

Terminata la sosta per le gare delle nazionali, si ritorna con la testa al campionato. In Spagna la Liga riparte con le gare valide per la 31/a giornata, sabato alle 20.30 andrà in scena Barcellona-Real Madrid. Sarà il primo Clasico al Camp Nou dopo la scomparsa di una leggenda del calcio, che ha vestito anche la maglia del Barça, oltre a quelle dell’Ajax e della sua Olanda, Johan Cruyff. L’olandese è stato anche l’allenatore che, con molto anticipo, ha favorito la rivoluzione calcistica in casa Barcellona.

A ricordarlo nella conferenza stampa in vista del big match di sabato sera è il centrocampista del Barcellona Andres Iniesta, che ha parlato ai microfoni della stampa spagnola del Clasico, delle insidie della gara e del suo ruolo in blaugrana. Queste le parole di Iniesta: “Vincere il Clasico sarebbe il modo migliore per rendere omaggio alla memoria di Johan Cruyff. Vogliamo vincere per dedicargli il successo. Il miglior tributo per Cruyff sarà mettere in campo tutto ciò che ci ha insegnato. Non è una partita che affrontiamo in maniera diversa dalle altre. Daremo il massimo sapendo che vincendo mancherà una giornata in meno alla fine della Liga e non avremo perso punti sui diretti avversari. Giocheremo il Clasico come se fosse una finale, ma sarà così anche per tutte le altre gare che disputeremo fino al termine della stagione. Non guardiamo alla differenza di punti tra noi e loro, il Real è sempre una squadra difficile da affrontare”.

“Giocare contro le merengues è sempre complicato, hanno giocatori che ti possono mettere in difficoltà in qualsiasi momento del match. Essere in fiducia è un bene, ma non mi piace l’euforia. Sarà un duello difficile, anche perché Barcellona-Real Madrid è una gara diversa dalle altre, si respira un’aria diversa. Non saprei dire cosa è cambiato dall’arrivo di Zidane a Madrid. Rispetto al risultato dell’andata questa sarà una partita diversa, le due squadre si conoscono bene e spero che questo serva perché il pubblico possa godersi un confronto che, anche senza essere determinante, rimane comunque quello che è, un partitazo.  Noi vogliamo parlare solo di calcio, le voci che arrivano dall’esterno non favoriscono nessuno. Indosso la fascia da capitano con naturalezza, ho avuto a che fare con i migliori maestri possibili. I giorni di preparazione alla gara non sono determinanti. Sappiamo quello che dobbiamo fare”.